Messaggi dalle chiese: Messaggio per la Quaresima
“Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me” (Mt 18,5)
Il tema di quest’anno ci fa riflettere sulla condizione dei bambini. Le parole di Gesù costituiscono un’esortazione a esaminare come sono trattati i bambini nelle nostre famiglie, nella società civile e nella chiesa. E sono anche uno stimolo a riscoprire la semplicità e la fiducia che il credente deve coltivare, imitando il figlio di Dio, il quale ha condiviso la sorte dei piccoli e dei poveri.
Ai bambini Gesù affianca i "fratelli più piccoli", cioè i miseri, i bisognosi, gli affamati e assetati, i forestieri, i nudi, i malati, i carcerati. Accoglierli e amarli, o invece trattarli con indifferenza e rifiutarli, è riservare a lui lo stesso atteggiamento, perché in loro egli si rende presente.
Sono molti i credenti che cercano di seguire fedelmente questi insegnamenti del Signore. Vorrei qui ricordare i genitori che non esitano a farsi carico di una famiglia numerosa, le madri e i padri che, invece di additare come prioritaria la ricerca del successo professionale e della carriera, si preoccupano di trasmettere ai figli quei valori umani e religiosi che danno senso vero all’esistenza. Penso con grata ammirazione a coloro che si prendono cura della formazione dell’infanzia in difficoltà e alleviano le sofferenze dei bambini e dei loro familiari.
Accanto a tanta generosità si deve però registrare anche l’egoismo di quanti non “accolgono” i bambini. Ci sono minori che sono feriti profondamente dalla violenza degli adulti: abusi sessuali, avviamento alla prostituzione, coinvolgimento nello spaccio e nell’uso della droga; bambini obbligati a lavorare o arruolati per combattere; innocenti segnati per sempre dalla disgregazione familiare; piccoli travolti dal turpe traffico di organi e di persone. E che dire della tragedia dell’Aids con conseguenze devastanti in Africa?
L’umanità non può chiudere gli occhi di fronte a un dramma così preoccupante!
Che male hanno fatto questi bambini per meritare tanta sofferenza?
Cari fratelli e sorelle, iniziamo l’itinerario quaresimale animati da più intensa preghiera, penitenza e attenzione verso i bisognosi e, in particolare, ai bambini, nel proprio ambiente familiare e sociale.








