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Domenica 8 dicembre, nella parrocchia San Marco tutto è pronto. Sopra l’altare ci sono le bandiere di Congo e Burundi. Il vescovo Enrico Solmi, successore del Conforti, presiede l’Eucaristia. È la solennità dell’Immacolata Concezione. I saveriani sono pronti, così i giovani di Ancona, di Salerno e della Sardegna: sorridono, cantano e ballano.

Dio si fida sempre dell’uomo

Mons. Solmi esorta Philbert e Benjamin a seguire l’esempio di Maria, modello del discepolo. Lei ha saputo ascoltare Gesù, l’ha seguito fino ai piedi della croce. Il vescovo insiste sul servizio, perché il diaconato è servizio, è ascoltare la Parola di Dio, è imitare Gesù che ha servito. Maria è l’esempio più eloquente. Dopo l’omelia e la litania dei santi, i due confratelli sono ordinati diaconi con l’imposizione delle mani del successore di san Guido Conforti. Dio si fida sempre dell’uomo, Dio continua a chiamare.

Alla fine della celebrazione, il diacono Philbert ha rivolto il “grazie” a Dio, ai genitori assenti e a quelli che li hanno rappresentati, al vescovo, ai formatori e alla famiglia saveriana, ai giovani arrivati da Parma e da altre città d’Italia. Ha ringraziato tutti. In modo particolare, il coro riceve un invito in Congo e in Burundi all’ordinazione presbiterale, visto che impara facilmente le lingue straniere.

Dio ha bisogno della risposta dei giovani

Dopo la Messa, la parrocchia offre un aperitivo prima del pranzo in casa madre dei saveriani. Gli studenti e gli ospiti congolesi cantano “Nakushukuruee Bwana - Ti ringrazio, mio Signore”; i burundesi presentano un ballo; altri intrattengono gli ospiti con battute umoristiche. Ancora un po’ di musica e, pian piano, la festa si conclude.

Sono stati due giorni intensi, pieni di grazia e di gioia: abbiamo visto due nostri fratelli dire “sì” al Signore, per annunciare il suo vangelo tra i popoli del mondo.

A tutti i giovani possiamo dire: “Dio continua a parlarci, a chiamarci. Dio ha bisogno di noi, della nostra risposta libera. Dobbiamo ascoltare la voce di Dio che è dentro di noi e negli avvenimenti che viviamo”.

Fidiamoci del Signore, come hanno fatto Benjamin e Philbert!”.

I vespri sono stati presieduti dal diacono Philbert. A nome di tutti, egli ha ringraziato il Signore per la grazia ricevuta e perché continua a rischiare, fidandosi degli uomini, che egli ama.



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