Marcia della pace e Festa dei popoli
Sabato 20 maggio la pioggia ha impedito il tradizionale corteo per le vie della città, ma il gesto di pace in piazza è avvenuto ugualmente. Così come il gesto iniziale in villa Tittoni, con il taglio di una rete da parte di uno dei profughi ospitati in città, mentre la piccola Jenni Elefante della Fondazione scuola civica di musica intonava “Imagine”.
“Dobbiamo saper integrare e accogliere i migranti di qualsiasi religione e provenienza”, ha detto il sindaco Roberto Corti. Tanti i partecipanti alla manifestazione promossa da Desio Città Aperta, missionari e laici saveriani, chiesa evangelica e associazione pakistana Minhaj Ul Quran, col patrocinio del comune e la collaborazione di associazioni e scuole. Famiglie, gruppi, insegnanti, bambini, comunità straniere hanno testimoniato, con la loro presenza, che Desio vuole essere una città che accoglie.
“Confine... lo spazio che unisce” era il titolo dell'iniziativa. In piazza, con il sottofondo delle canzoni del gruppo di migranti “Ubuntu”, i bambini hanno colorato un muro simbolico con le impronte delle loro mani.
Lo stesso tema ha fatto da filo conduttore anche alla Festa dei popoli di domenica 21 maggio, nel giardino dei saveriani. Una giornata di incontri, dialogo, conoscenza di altre culture. Le associazioni hanno presentato i loro progetti e sono stati organizzati laboratori interculturali per i bambini. La Messa del mattino, celebrata da don Gianni Cesena, e la preghiera interreligiosa del pomeriggio sono stati i due momenti più alti della giornata. C'è stata anche l'occasione di visitare la mostra “Confine...lo spazio che unisce”, per riflettere sul tema del confine attraverso fotografie e pannelli illustrativi.







