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A Ravenna si sono svolte, il 21 ottobre, la veglia e la marcia missionaria, in occasione della Giornata missionaria mondiale, il cui tema era: “La messe è molta… e grida!”. Abbiamo camminato e pregato da Santa Maria in Porto fino alla cattedrale. All’inizio è stato acceso il cero pasquale dalle sette torce, ricordo delle sette chiese dell’Apocalisse.

La missione è annunciare il vangelo dell’amore di Dio Padre, favorire l’incontro di Cristo con ogni persona, che ha il diritto di conoscerlo. La fede condivisa è luce del mondo, speranza delle genti, ricchezza per ogni povero.

Durante la marcia ci sono state cinque soste, una per ogni continente. Abbiamo pregato il Padre Nostro nella lingua dei migranti presenti nelle nostre parrocchie. Vi proponiamo solo qualche spunto.

L’Europa sta passando per una profonda trasformazione religiosa, politica e sociale. Deve evitare di chiudersi in se stessa, nelle proprie ricchezze. L’Africa, piena di risorse, ama e celebra la vita. Il vangelo aiuta a superare le sue chiusure, i conflitti, il razzismo, il tribalismo, promuovendo la riconciliazione, la fraternità e la condivisione. L’Asia, con le sue grandi religioni, possiede profondi valori spirituali. L’America ha grandi entusiasmi e ideali, ma anche enormi contrasti sociali. L’Oceania, area incontaminata, terra di molte isole e popoli, è ricca di bellezze e meraviglie.

Alla fine della marcia, siamo entrati in cattedrale ricevendo alcuni semi di grano, che abbiamo simbolicamente sotterrato nel terriccio dei continenti posti davanti all’altare.

A Forlì, domenica 22 ottobre, nella parrocchia “Regina Pacis”, abbiamo ascoltato varie testimonianze missionarie, tra le quali quella di suor Ombretta Neri, che vive la spiritualità di Charles de Foucault in piccole comunità, con la gente del Bangladesh. Suor Ombretta ha lavorato anche nell’ospedale, ed ha scoperto la fedeltà di Dio, anche nei momenti difficili. “La cappella dell’adorazione - ha detto - è luogo ideale per la preghiera rigenerante. La sete di Dio, infatti, forma il cuore e rende piena la nostra vita”.

Suor Ombretta ha vissuto a Khulna nello slum, per aiutare i ragazzini nella scuola e qualche bisognoso a recuperare la dignità. A Dhaka, capitale del Bangladesh, hanno costruito edifici demolendo le baracche soffocanti, fatte di lamiere. Le persone che sono rimaste sono obbligate a pagare l’affitto alla mafia degli slum.

Oggi, per fortuna, ci sono ancora giovani che offrono il loro aiuto solidale per far fronte ai mali del mondo e che intraprendono forme di volontariato per sperimentare la gioia del vangelo.



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