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Costruita lungo la strada che da Banco da Vitoria porta a Salobrinho, la casa si presenta, nella sua essenzialità, ordinata e pulita. Davanti c’è un ampio giardino dalle piante tropicali, che rende l’ambiente ancora più gradevole. La casa della Criança (del bambino) è tenuta dalle suore poverelle della Misericordia e accoglie i bambini poveri del vicino “bairro”. A loro viene garantito il cibo e l’istruzione fino all’ età di 15 anni.

Si va avanti come si può

Chiediamo come si sostengano, ora che il nostro aiuto dall’Italia sta diminuendo per mancanza di adozioni a distanza. Dal comune nessun aiuto… Qualche provvidenziale offerta con i manufatti che le suore confezionano e poi vendono, permette di portare avanti il progetto scuola e quello alimentare.

Visitiamo le classi di bambini che vanno dalla prima elementare alla quarta; vorrebbero istituire anche la quinta, ma con le scarse risorse a disposizione non ce la fanno. Sorprende l’attenzione e il silenzio, nonché l’ordine che vi troviamo. Il solito “Bem Vindos” riempie l’aula. La maestra, che qui chiamano “professora”, ci spiega la metodologia di insegnamento. Un’altra maestra rimane rannicchiata in un angolo, malata. Ha subito una puntura di zika, la micidiale zanzara che produce febbri altissime. Ne avrà per un mese.

Veronica, bambina intelligente e volenterosa

Chiediamo com’è la situazione sociale e familiare dei bambini che vengono accolti. Per rispondere alla nostra domanda la suora direttrice mi parla di Veronica, adottata a distanza da una famiglia sarda: “È una bambina intelligente e volenterosa, sa relazionarsi, vive con la mamma e il patrigno (disoccupato) in una piccola baracca in condizioni precarie. Veronica ha una sorellina di tre anni con problemi seri di salute, per mancanza di cibo”.

Visitando poi il bairro, ci rendiamo conto ancora di più dell’incuria ambientale e sociale in cui questi bambini sono costretti a vivere.

I bambini sono i padroni della strada

Senza irriverenza o presunzione, ci sembra di percorrere, come Gesù, le strade della Palestina. Lasciamo il centro della città di Itabuna, animato da una folla straripante e da una musica assordante. Siamo su strade sterrate, con scoli d’acqua di dubbia natura, in una delle tante periferie della città, occupata in passato dai senza terra, che avevano costruito una vera e propria baraccopoli.

Oggi la situazione è un po’ migliorata, ma la sensazione che si prova è ancora di un certo abbandono. I bambini sono i veri padroni della strada, si muovono a bande, lasciando qualche dubbio sulle loro vere intenzioni.

Qualche miglioramento è visibile

Padre Stefano, un cappuccino italiano, aveva messo gli occhi proprio su quel “bairro”: “Bisogna togliere questi bambini dalla strada e recuperare la loro dignità”. Si mette d’accordo con la famiglia di Giovanna Campos che aveva uno stabile su tre piani. E inizia così l’avventura della scuola, a cui viene dato il nome  “Solo l’amore costruisce”. Quella scuola è stata (e lo è tuttora) un miracolo d’amore. La bellezza, in senso etico, ha dato una nuova luce al quartiere, e alla speranza che i bambini, attraverso l’istruzione, avrebbero trovato un futuro migliore.

Giovanna ci accompagna a visitare gli ambienti, migliorati rispetto alla prima volta che siamo stati là. Allora non c’erano i banchi e i ragazzi erano costretti a seguire le lezioni seduti sul duro cemento. Ora i banchi sono arrivati. Le pareti, segnate dal logorio del tempo, sono squallide. “Stiamo cercando di trovare i soldi per comprare la tinta da dare alle pareti”, bisbiglia appena Giovanna. Siamo in tre, cogliamo subito il messaggio e mettiamo insieme la modesta cifra di 1200 reais (€ 300). Felicità immensa!

Non lasciamoli soli!

Dopo qualche giorno, Giovanna ci invita a tornare alla scuola, perché, insieme ai genitori (convocati nel frattempo), vuole pubblicamente ringraziarci.

La tinta è stata comprata, e, con nostra sorpresa, i soldi sono bastati non solo per tinteggiare le pareti interne, ma anche quelle esterne.

La piccola banda musicale della scuola ci ringrazia.

Due ragazzi si esibiscono con la danza del passinho, in un sinuoso volteggiare, con i loro agili corpi.


Per informazioni

Associazione di volontariato PRO MENINOS DE RUA
Suor Chiara Ameglio: Presidente
Via dell’Acquaraio 13 06081 Assisi (PG)
Casella postale 204
335 8131270; C/C Postale: 16823064
e-mail: cameglio43@gmail.com



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