Lo spigolo della mistica: Cerca prima il Regno di Dio
Forse rischierò di ripetermi; ma credo di doverlo fare con piena avvertenza e deliberato consenso, perché un educatore che non possegga l’arte di saper scegliere e ripetere "alcuni-pochi" motivi essenziali, "bravo" educatore non è.
È sapiente l’assioma di quella scuola che canta: "Si insegna ripetendo".
Voglio anche ricordare un’opinione secondo cui il professore ancora "giovane" dice più di quello che sa; quello "adulto" dice ciò che sa; mentre invece il professore propriamente "maturo" insegna verità "utili" ai suoi scolari. Non presumo ovviamente di essere maturo, però ho la volontà determinata di proporre esclusivamente riflessioni utili-per-la-vita. Ne sceglierò "una sola" cercando di girarle attorno accarezzandola-cullandola come farebbe una mamma col suo fantolino.
Siamo in tempo d’Avvento: dove, per avvento la liturgia non intende farci riflettere sul Natale, ma sul cosiddetto "secondo" avvento, quando Cristo "tornerà" a "riprenderci" al momento della nostra morte. Si chiama anche, con terminologia ora corrente, avvento "escatologico", cioè degli ultimi tempi che per ciascuno di noi coincide con la nostra morte e per l’umanità con la risurrezione della carne e con il giudizio universale.
E siccome si tratta di comparire davanti a Cristo, giudice infinitamente misericordioso, come si mostra con i peccatori del Vangelo, ma anche infinitamente giusto = giudizio "definitivo" e senza-possibilità-di-appello, allora Gesù, che ci vede spesso dis-tratti-pre-occupati-dis-turbati da tante e tante e tante disturbi-distrazioni-preoccupazioni "del tutto" senza senso, ci raccomanda, per-il-nostro-bene: "State attenti, state all’erta, vegliate!".
Siamo ad uno dei temi biblici più classici, nel senso che è continuamente ripetuto. Perciò non sarà mai sufficientemente raccomandato all’uomo, che è inguaribilmente ammalato della grave malattia di Marta "preoccupata-indaffarata-smaniosa" per-le-cose-da-fare.
La madre è un’immagine chiara ed efficace di ciò che dovrebbe essere la nostra "concentrazione" per le cose-che-valgono, quelle "eterne-spirituali": e se una madre non vigila mai sufficientemente sui propri figli al punto da passare notti insonni, vi lascio immaginare quale dovrebbe essere la nostra vigilanza-concentrazione per badare a quei beni circa i quali Gesù ci ha detto: "Che ti vale guadagnare anche tutto il mondo se poi trascuri "la" perla preziosa e "il" tesoro del campo ai quali "devi" preferire tutti i regni-ricchezze del mondo?".
Perciò sta all’erta e bada prima al Regno di Dio e alla sua giustizia, perché la bellezza e la stessa salute del corpo valgono assai, assai meno.
Ecco dunque "il" momento propizio non dirò per pregare di più, ma per prendersi, nella giornata, uno spazio di tempo per studiare-meditare-pregare sulle letture che la ricca liturgia dell’Avvento ci propone quotidianamente: un momento di "riposo" in Dio e nella sua "parola"; di ricreazione-benessere psicofisico e spirituale; un momento "quotidiano" in cui rientriamo noi stessi per ricostruirci "dentro"; un momento di solitudine-silenzio per vedere se siamo ancora capaci di tacere, di raccoglierci, di riflettere: perché qui è l’uomo!







