Skip to main content

Lo sguardo amorevole di Luisa Dell’Orto

Condividi su

Le prime parole dell’atto di professione delle piccole Sorelle del Vangelo sono: “Per Gesù e per il Vangelo”. Proprio per Gesù che rifulse nei nostri cuori, impegniamo le nostre vite alla sequela del Cristo.

Luisa ha incontrato Charles de Foucauld nella sua ricerca intellettuale e spirituale, lo ha seguito come modello, spinta dal desiderio di dar senso alla propria vita. Vogliamo ringraziarla per questa sua vita spesa sui passi di Gesù e di Charles de Foucauld, che aveva scritto: “Per far conoscere il Vangelo sono pronto ad andare in capo al mondo e a vivere fino al giudizio universale”.
Dopo alcuni anni in Camerun e Madagascar, aveva raggiunto le piccole sorelle della fraternità di Haiti. Là ha scoperto un popolo con una storia molto complessa e difficile, ma con un grande coraggio e una grande fede. Ne è rimasta affascinata, come ognuna delle piccole sorelle che ha avuto il dono di vivere in quel quartiere popolare di Port au Prince. 

Charles de Foucauld diceva: “Il Vangelo mi aveva fatto capire che il primo comandamento è di amare Dio con tutto il cuore; tutto è racchiuso nell’amore e ognuno sa che primo effetto dell’amore è l’imitazione”.  Luisa si è sentita interpellata da questo invito radicale ad amare fino in fondo! La sua vita di piccola sorella trovava senso nel condividere la vita di chi non ha peso nella società.
Agire per ridare dignità, dare fiducia ad ogni persona, tutto questo era una priorità per Luisa. Abitata dallo spirito delle beatitudini ci teneva a incoraggiare, a “farsi prossimo” agli affamati e agli assetati di giustizia. Il suo “Nazaret” quotidiano era percorrere i vicoletti dei quartieri O’Kay e Jérémie, per spostarsi dalla casa della fraternità e raggiungere il centro educativo Kay Chal.

Dal 2016, quando non abbiamo più potuto mandare altre piccole sorelle, Luisa ha continuato da sola a vivere in questo quartiere, molte volte accompagnata dai volontari della Caritas Ambrosiana. Era molto attenta ai bambini cosiddetti “rest avec”, che vivono come domestici presso famiglie diverse dalla loro e per i quali le piccole sorelle proponevano un percorso di alfabetizzazione. Era anche molto sensibile verso i giovani del quartiere, bisognosi di un luogo di incontro e di formazione, nonché di uno spazio per studiare e per crescere umanamente. Perciò aveva moltiplicato i suoi sforzi per conciliare il suo lavoro di insegnante di filosofia al seminario maggiore e all’istituto Salesiano, con la presenza che era necessaria per accompagnare i bambini e gli animatori del centro Kay Chal.

Nella situazione di instabilità e violenza che devastano attualmente Haiti, l’amicizia e la vicinanza della gente del quartiere non sono bastate per impedire la brutalità cieca e gratuita che ha spezzato la vita di Luisa. Nel dono della sua vita, fino all’ultimo momento, lei ha condiviso il destino di tante persone anonime, che ogni giorno subiscono soprusi. Desiderava abitare nel quartiere, posare il suo sguardo amorevole, camminare con questa moltitudine di poveri. Amava questa gente semplice che cerca consolazione, che aspetta di ricevere una “terra promessa”, che è sempre in attesa di vivere nella pace e di trovare giustizia.

“A causa di Gesù e del suo Vangelo”, Luisa ha donato molto, ma sono sicura che ha anche molto ricevuto dal popolo di Haiti… Un popolo forte, con una fede profonda, che lo rende resistente e capace di attraversare le difficoltà della vita. Una forza contagiosa. In questo scambio e arricchimento reciproco cresciamo e camminiamo insieme verso il Regno. Che la morte brutale di Luisa sia occasione per ognuno di noi di rinnovare il desiderio che animava lei e Charles de Foucauld: “L’amore di Dio e l’amore degli uomini è e sarà tutta la mia vita, lo spero”.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2755.04 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Giugno 2005
Ero il quinto di sette fratelli. Dalle seconde nozze di mio padre, abbiamo avuto altri quattro fratelli. Sono entrato nella scuola apostolica dei sav…
Edizione di Novembre 2014
Sabato 20 settembre le campane suonano a festa, l’apprezzata corale polifonica è pronta a esibirsi e la comunità cristiana di Adorgnano, radunata nel…
Edizione di Dicembre 2010
Cristiani martiri Brasile. Padre Josenir Santana, 48 anni, parroco a Fortaleza, in Brasile, è stato ucciso in auto il 25 ottobre a São Luís do Curu…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito