Lezioni di vita… sul campo: A Cagliari, con i giovani
Si è svolto a Cagliari il campo estivo missionario per i giovani provenienti da varie parti d'Italia: Nuoro, Oristano, Cagliari, Salerno e Desio (Milano). L'esperienza di quest'anno aveva per tema il servizio, sull'esempio di Gesù che ha lavato i piedi ai suoi discepoli.
Ha iniziato p. Claudio Codenotti che ha spiegato le finalità attraverso la proiezione dell'immagine di Gesù riflessa nell'acqua del catino. Infatti, il mattino dopo, i giovani sono partiti in gruppi per dare un aiuto presso varie istituzioni caritative della città, che qui descriviamo e facciamo conoscere.
Carcere e donne sfruttate
La comunità "La Collina" di don Cannavera, a Serdiana, cerca di recuperare attraverso il lavoro agricolo i ragazzi che devono scontare una pena carceraria. Si vuole rieducare l'intelligenza dei giovani che le prime esperienze di vita hanno portato a violare regole elementari della convivenza umana, offrendo anche la possibilità di un'autonomia economica e lavorativa.
Il centro giovanile "Santa Luisa" delle suore vincenziane, a Flumini di Quartu, accoglie e re-inserisce nella società donne finite sui marciapiedi. L'opera caritativa in questa comunità vuole anche rompere il silenzio sulla mercificazione del corpo femminile, che è ormai un vero e proprio affare economico.
Terapie speciali
La comunità "Camp e Luas" di Mondo X, seguita da padre Morittu, è attiva nel recupero di giovani e adulti con problemi di droga e alcool, grazie alla speciale terapia del lavoro agricolo, dell'allevamento e dell'artigianato (falegnameria).
Queste comunità cercano di formare a una coscienza retta, che sappia affrontare la noia, la depressione, la mentalità permissiva, spesso all'origine delle dipendenze da alcool e stupefacenti. Oggi si è purtroppo abbassata l'età media degli adolescenti che fanno uso di droga. La felicità è a portata di mano: basta una pasticca o alcuni bicchierini inebrianti per provare lo "sballo".
La comunità anziani "Villa Maria" seguita dalle suore del Buon Pastore, a Flumini di Quartu, è una residenza che accoglie malati terminali, pazienti con disturbi psichici, disabili e anziani. Nella società industrializzata ed efficiente occorre imparare a contare le età della vita e a stare accanto alle persone malate, con spirito di accoglienza e disponibilità.
In tutte queste comunità, con il servizio si impara una lezione di vita, si diventa responsabili nel seguire un obiettivo da vivere e un impegno concreto quotidiano da svolgere.
S'impara a vivere la missione di discepoli di Cristo, in un mondo che sembra escludere il progetto di Dio sull'uomo.








