Le radici della mia fede, Saveriana nell’amore di Dio
Il 2 luglio scorso, accompagnata dalla calda estate e dall'affetto di molte persone, ho proclamato la mia fedeltà al Signore diventando missionaria di Maria - saveriana. Ho maturato questa scelta di donazione totale per l'annuncio del vangelo dopo una lunga esperienza nel mondo del lavoro.
Ora, a quarant'anni, la mia storia cambia, con passione ed entusiasmo, ma anche con realismo e semplicità.
Ma qual è la radice che ha alimentato in me il desiderio di crescere verso l'alto, fino alla consacrazione e alla missione?
Un terreno fertile
Le radici della fede sono tante: eventi, esperienze, incontri, racconti. Le accomuna un terreno ricco della presenza dello Spirito Santo, che non manca di donare la sua grazia.
Ho incontrato il Signore nei volti sofferenti e fiduciosi dei malati: occhi sorridenti e carichi di vita in corpi stanchi di lottare, menomati o ridotti all'immobilità.
Ho amato e amo il mio lavoro d'infermiera, perché mi ha impegnata e gratificata. Le persone mi hanno aperto spesso il loro cuore e mi hanno interrogata nella fede.
E non posso dimenticare la mia famiglia né la mia parrocchia d'origine, che sono state fonti di valori spirituali. Dai miei genitori è arrivata una fede semplice, forte e vera; dalla comunità di Tribulina di Scanzorosciate ho imparato cos'è la carità, il servizio e la gioia. Ma la radice importante che in un momento inaspettato ha cominciato ad alimentarmi è stata la conoscenza della famiglia saveriana.
L'invito di un'amica
Su invito di un'amica, insieme ad altri giovani ho iniziato a frequentare la casa dei saveriani di Alzano, dove ho approfondito seriamente il rapporto con Dio. La prima preoccupazione dei missionari non era far conoscere le missioni in cui lavorano, ma Gesù Cristo. Mi ha colpito la loro fede viva, da loro sperimentata e trasmessa.
Il desiderio della missione scaturisce come esigenza di un amore vissuto in Cristo verso tutti, in particolare verso i poveri, i veri beati del vangelo. Questa provocazione spirituale dei missionari è diventata così grande da chiedere il loro aiuto per riflettere sulla mia vita, per interpretare la mia sete di giustizia e la mia continua ricerca di Dio nelle persone. Poi ho conosciuto le saveriane. Attraverso loro continuo a ricevere quella linfa spirituale per crescere nella chiesa, nel mondo e soprattutto nell'amore di Dio.
Come vorrei che altre persone, soprattutto giovani, sperimentassero la bellezza di un confronto spirituale, come è successo a me. Spesso la possibilità di aiuto è così vicina...
Lasciamo che lo Spirito del Signore alimenti le nostre "radici" e troveremo il coraggio di rispondere alla vocazione missionaria.








