L’esempio di S. Guido Conforti
Ogni 5 novembre (dal 1931), ci riuniamo in ogni comunità saveriana del mondo per dire grazie al Signore per il dono di san Guido Maria Conforti. I Saveriani della Sardegna con le Saveriane di Oristano, insieme ad un gruppo di amici (una trentina) abbiamo fatto festa insieme.
Nell’Eucarestia, presieduta da p. Marco Milia, superiore della Casa di Cagliari, siamo stati invitati a riflettere. Anzitutto a ringraziare il Signore del dono di san Guido per ciascuno di noi e per la Chiesa intera. L’invito ad annunciare Cristo a tutti, con la testimonianza di vita, ha riecheggiato ancora nelle nostre orecchie e nel nostro cuore. La testimonianza della vita del Conforti è stata ed è ancora per noi qualcosa di importante. La Parola di Dio, cominciando dal profeta Isaia (il suo sogno), ci porta nei secoli a Gesù. È Lui che attrae il mondo attraverso la testimonianza dei santi. L’apostolo Paolo, anche lui attratto da Cristo, ha fatto della croce il suo programma di vita. E l’apostolo Giovanni ci ha regalato l’immagine del Buon Pastore, di Gesù che ha cura di tutte le sue pecore, le conosce personalmente e non ne abbandona nessuna.
Il Conforti è stato il buon pastore di due greggi (diocesi e istituto missionario). Il suo ritornello (presente nello stemma episcopale) “L’amore di Cristo ci spinge” è stata la frase guida della sua vita e dei suoi missionari. Tra loro, ricordiamo i martiri del Congo, del Burundi e anche le Saveriane.
Per concludere, ci siamo ritrovati a condividere il pranzo, preparato con amore da Patrizia e Ignazia. Grazie a tutti, anche a quelli che ci hanno mandato i loro auguri attraverso i social media. Se Dio vuole, ci ritroveremo ancora nel 2025. Nel frattempo, il 3 dicembre, celebreremo S. Francesco Saverio, nostro patrono.







