Legami oltre il visibile
Il gruppo “Piero Sartorio” di Viadana (MN) ringrazia i Saveriani per la lunga e proficua collaborazione in questo decennio. Un arcobaleno di persone si impegna affinché, in questi incontri, le amicizie si possano consolidare e i presenti si possano intessere come fili, secondo un disegno complesso, ma armonico.
Molti Saveriani si sono avvicendati durante le Messe missionarie mensili a Viadana ed hanno garantito un arricchimento spirituale al gruppo nei pellegrinaggi in santuari mariani. Tra i tanti ricordiamo p. Mauro Loda e gli studenti della Teologia saveriana, p. Cesare Reghellin, p. Nicola Colasuonno, p. Armando Coletto. Ma si sa, i missionari vanno dove vengono inviati e noi ‘perdiamo’ i punti fissi. Le persone che sono lontane, però, non spariscono nel nulla. Sono pronte a riemergere nella trama della nostra vita, intrecciati nel tempo, pronti a ritrovarsi con un’altra maturità, seguendo il caos apparente della vita.
Il 15 marzo 2026, IV domenica di Quaresima, c’era il Vangelo del cieco senza nome e che p. Nicola battezza ‘Lucio’, un uomo che passa dalle tenebre del pregiudizio alla luce della fede. In quell’occasione, Miriam Riva propone di raggiungere p. Cesare Reghellin a Tavernerio (CO). Padre Cesare, ‘il bracconiere’, ci ha sempre raccontato di un mondo lontano, l’amato Mozambico. Ci ha provocato, invitato, a guardarci dentro, ad essere testimoni credibili di Cristo.
La data scelta è fintamente casuale! È invece finalizzata a porgere gli auguri di compleanno, in un corale abbraccio, per i tanti anni in cui ci ha guidato. La sorpresa riesce! Dal buio creato in sala emerge un momento felice. Gli occhi si aprono su qualcosa di inaspettato, il cuore viene inondato dalla felicità. È bello vedere lo stupore sul volto di p. Cesare, la gioia di condividere una data importante, sentire l’amore, la cura e l’abbraccio del gruppo.
Il fango del Vangelo o l’organizzazione segreta di una festa sono piccoli gesti che dicono: “mi prendo cura di te”. Liberiamo dalla cecità, vediamo oltre la vista, usiamo un nuovo sguardo sulla vita per scorgere la presenza di Dio anche dove sembra esserci solo il buio.








