L’arrivo dei Saveriani nel lontano 1950
La memorabile avventura dei Saveriani in Sierra Leone inizia subito dopo la seconda guerra mondiale. I padri Azzolini, Stefani, Olivani, furono i primi ad essere inviati in questa missione, colonia britannica, la prima non cinese. Dopo un periodo di studi dell’inglese in Scozia, l’8 luglio 1950, i quattro missionari entrano nella baia di Freetown sulla nave commerciale Apapa da Liverpool, da dove erano partiti il 29 giugno.
Ai Saveriani, Propaganda Fide affida la parte nord del Paese. L’unica presenza cattolica nel nord era a Lunsar con una parrocchia fondata nel 1933, che offriva assistenza pastorale ai cattolici del sud che lavoravano nelle miniere di Marampa, circa 200 persone. La forte presenza di musulmani e wesleyani rendeva difficile la missione. P. Azzolini scrive così al Superiore generale del tempo: “Il Nord è tutto pagano o musulmano, con solo 8 famiglie cattoliche. Padre Calza ed io viviamo in un’aula con due letti piccoli, un lenzuolo e uno specchio ciascuno, un tavolo senza cassetti, una sedia e un catino. Nient’altro. Ma stiamo bene e siamo felici. La popolazione di Makeni è di circa 12mila persone, tutti musulmani tranne 60 cattolici, 30 catecumeni e 190 alunni nelle nostre scuole”.
Il 15 agosto 1951, i Saveriani terminano il loro stage con i Padri dello Spirito Santo che li avevano preceduti e iniziano la loro missione. La priorità per i primi 25 anni della loro missione in Sierra Leone sono state le scuole. Alla fine del 1951, altri tre Saveriani giungono in Sierra Leone. Sono i padri Noaro, Zanon e Vaccari. Il 12 febbraio 1952 muore il vescovo Kelly di Freetown. La sua morte apre la strada a Papa Pio XII per erigere la provincia settentrionale della Sierra Leone nella Prefettura Apostolica di Makeni. Con il documento Christiani Populi, il 3 aprile 1952, p. Azzolini è nominato Prefetto Apostolico. Con tale decisione, i Saveriani accettano l’incarico di evangelizzare un milione di persone in un territorio di 37mila chilometri quadrati con soli 300 cattolici.
Il 15 agosto 1952, p. Azzolini scrive al suo Superiore Generale: “Con la grazia di Dio farò di tutto per donarmi, senza alcuna riserva, alla conversione e al benessere di questo popolo, che sento di amare come mio e per il quale sono pronto a offrire i miei sforzi, il mio sudore e persino il mio sangue”. Queste parole riflettevano perfettamente la mente e lo zelo degli altri sei Saveriani.
Alla fine del 1952, nella Prefettura Apostolica, c’erano già sei quasi-parrocchie: Makeni, Magburaka, Kabala, Mangebureh, Lunsar e Port Loko. Insieme alla loro attenzione per studenti, catecumeni, famiglie cristiane, poveri e malati, i Saveriani prestarono grande attenzione alla formazione del clero locale, costruendo un seminario minore nel 1956. Non riuscirono ad avere un presbitero ordinato fino al 1977, ma il loro impegno verso il clero locale fu un tratto costante dei loro sforzi missionari, tanto che non osarono nemmeno reclutare vocazioni per sé stessi fino all’inizio degli anni '90.Mons. Azzolini, profondamente consapevole che una nazione sana e una comunità cristiana stabile avevano bisogno della cooperazione delle donne, riuscì a chiamare le suore di San Giuseppe di Cluny a Makeni. Nel 1958 i Saveriani accolsero anche alcuni fratelli dell'Immacolata Concezione dall'Olanda per dirigere la scuola secondaria di San Francesco a Makeni e a Kabala. Nel 1960 le suore Clarisse arrivarono dal Messico per il loro lavoro missionario a Lunsar.







