Il cammino del perdono e dell’aiuto
Un episodio che ritorna nei miei racconti si rifà alla mia prima esperienza a Cali. Nel quartiere di Agua Blanca, pieno di fango e polvere. C'era tanta violenza tra bande di giovani che si facevano la guerra. In questo contesto accadde un fatto grave. Prima, però, devo dire che nella parrocchia avevamo iniziato a creare alcuni gruppi di ascolto della parola di Dio, un cammino biblico con gente semplice, poco scolarizzata. Un giorno, in uno scontro tra bande viene ucciso un ragazzo. L'omicida, un altro ragazzo, fugge dalla città per paura della vendetta dei familiari, aspetto abbastanza normale. Se non c'è vendetta, non si dimostra di essere veri uomini. Il padre del ragazzo ucciso cerca a lungo il giovane omicida ma senza successo.
Quel padre passava tutti i giorni davanti al luogo degli incontri biblici senza interessarsi. Tuttavia, dopo un po’, chiede di cosa si tratta e, informato, qualche volta si fermava al limitare della stanza senza entrarvi. Poi, incuriosito resta in fondo alla sala ad assistere fino a quando inizia a partecipare agli incontri. Un giorno, mi dice che l’omicida del figlio di Giuseppe, così si chiamava l'uomo, era tornato. Il quartiere era in attesa degli eventi, ma succede un fatto inspiegabile. Giuseppe va a trovare l’assassino di suo figlio e gli dice di non aver paura. L’aveva perdonato e se avesse bisogno di un lavoro, l’avrebbe assunto volentieri lui in una piccola officina.
All'incontro biblico successivo chiedono spiegazione del suo gesto. Lui risponde che dopo aver ascoltato il Vangelo, l’unica via da percorrere sarebbe stata quella del perdono e dell'aiuto, aggiungendo anche un ringraziamento al gruppo che gli aveva permesso, accogliendolo, di seguire una strada diversa.







