Se noi apparteniamo al 20% ricco della popolazione mondiale e gli altri sono all'80%, ci domandiamo se siamo noi o gli altri fuori dal mondo.
E' questo il nodo: ci siamo convinti di essere sviluppati, cristiani, democratici e solidali. E sarebbero gli altri a doversi sviluppare!
Ci siamo abituati di fatto ad aiutare gli altri, realizzando tanti progetti senza modificare il nostro sistema di vita. Invece se vogliamo vivere con responsabilità le nostre giornate, dobbiamo rispondere ai problemi globali della famiglia umana e del pianeta, che attendono non i nostri messaggi religiosi e politici, né gesti simbolici, ma cambiamenti strutturali e radicali tali da modificare profondamente il nostro quotidiano.
Noi restituiamo le risorse, a noi verranno restituiti i diritti per tutti al posto dei privilegi e l'appartenenza alla stessa famiglia umana al posto dello scontro tra estranei e nemici.