La veglia con i missionari martiri
Giovedì 29 marzo, nella piccola chiesa di Vallemiano ad Ancona, ci siamo raccolti per ricordare e pregare i missionari martiri. Ma perché celebrare questa giornata ogni anno?
Siamo sempre immersi nel vortice degli impegni quotidiani e spesso non ci fermiamo su ciò che accade attorno a noi. Dobbiamo allora puntare i piedi con forza e fermarci. Vegliare è stare desti, attenti a quanto succede. Questi missionari sono "martiri"; chiediamoci "perché?".
"Amando fino alla fine"
Ecco il titolo dato alla veglia quest'anno. Questi uomini e donne vengono perseguitati e uccisi perché portatori di un vangelo che continua, oggi e da sempre, a capovolgere le logiche umane fondate sull'egoismo e sull'ingiustizia.
I nomi dei 26 uccisi nel 2011 li abbiamo appesi alla croce. La croce era appoggiata a un tronco di ulivo intagliato alla sommità, con il Cristo a braccia aperte: un Cristo dalle grandi mani, sproporzionate rispetto al resto del suo corpo, perché egli accoglie tutti, come una mamma e un papà che prendono per mano ogni loro figlio.
Adagiato sulla croce c'era un panno bianco, a ricordo del lenzuolo che avvolge il corpo esanime; ai suoi piedi una stoffa rossa, a richiamare la pozza di sangue che scaturisce da chi ama fino alla fine, fino anche a donare la propria vita, affinché l'amore vinca.
Sono testimone coraggioso?
Padre Alberto Panichella ha parlato dell'uccisione di un ragazzo brasiliano, che viveva e lavorava per la pastorale giovanile della sua cittadina. Nella nostra vita quotidiana veniamo a contatto con persone di ogni tipo, ci ritroviamo nelle situazioni più disparate. Domandiamoci:
Sono un cristiano credibile? Sono abbastanza coraggioso da fare la scelta "giusta"? O piuttosto mi preoccupo delle conseguenze che potrei avere nella mia vita privata? Oggi è frequente domandarsi: "mi conviene o no?". Così seguiamo la logica del mercato anziché quella di Dio.
Un orizzonte più ampio
Come gesto finale, ciascuno dei presenti ha pescato da un cestino un foglietto sul quale era scritto il nome di un missionario martire e il suo paese di origine. La proposta lanciata da p. Enzo Tonini è stata questa: "Da stasera fino a Pasqua, pregate per il paese in cui è nato quel missionario che avete nel vostro foglietto, perché altri sul suo esempio possano essere coraggiosi testimoni di Cristo!".
Rimaniamo desti con il nostro cuore; non dimentichiamo i nostri fratelli che si impegnano per un mondo migliore, sacrificando se stessi, in questa missione che è affidata a ciascuno di noi.








