La terra degli opposti
Milly del Laicato Saveriano si racconta di rientro dal Bangladesh, dove ha vissuto una breve esperienza missionaria insieme ai laici Franca e Patrick. Grazie Milly per farci vivere il viaggio attraverso i tuoi occhi.
Queste tre settimane in Bangladesh sono state intense e corpose, ma allo stesso tempo velocissime. Mi sembra la terra degli opposti. La capitale, Dhaka, con il suo caos continuo fatto di traffico infernale e tanta polvere, si oppone ai villaggi rurali, più tranquilli e verdeggianti. Entrambe hanno zone molto povere, ma la campagna conserva una povertà meno sfacciatamente desolante rispetto agli slum delle città. Bellissimi fiori e frutti esotici sono dappertutto e i loro profumi si mescolano all’odore della sporcizia e dei rifiuti sparsi ovunque. La bellezza degli shari è dei three piece che adornano le donne stridono con la vita estremamente semplice e spesso limitata che conducono. Gli sguardi spesso troppo invadenti dei bengalesi, non abituati a facce straniere, nascondono una capacità di accogliere e di saper condividere anche quel poco che possiedono, tanto da sorprenderti. Ma ancora più sorprendente è il rispetto che c’è (e speriamo resista) tra le varie confessioni religiose, musulmani, cristiani ed hindu, che convivono pacificamente nella stessa società. Il tutto è accompagnato e sostenuto, dove possibile senza troppe interferenze, dai missionari, consacrati e laici, che camminano insieme, condividendo e scambiando esperienze, vissuti e sfide comuni. È un’esperienza che rifarei anche domani ed è un Paese che spero di visitare presto.








