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Nell’anno santo dedicato da papa Francesco alla misericordia, abbiamo voluto caratterizzare i pellegrinaggi a piedi, che da qualche anno viviamo in Valcamonica, con una proposta di solidarietà.

Partecipazione straordinaria

Così, in febbraio, siamo andati da Cevo a Berzo Inferiore per il beato Innocenzo, molto ricordato in valle; in maggio da Angone di Darfo abbiamo raggiunto il santuario di Ardesio (BG); il 25 luglio, per ricordare la figura di san Giacomo Apostolo, da Edolo siamo saliti alla chiesetta del Mortirolo.

Nella notte tra il 10 e l'11 agosto abbiamo celebrato S. Chiara di Assisi, partendo dal convento delle clarisse di Lovere e raggiungendo quello delle Clarisse di Bienno. Il 10 settembre abbiamo onorato la Madonna partendo dal santuario della Pradella a Sonico fino a Tirano, in Valtellina. In mezzo, c'è stato il pellegrinaggio dall'eremo di Bienno (chiesa giubilare) alla porta santa della cattedrale di Brescia.

La sorpresa è stata una partecipazione straordinaria di persone di varie età e di diversi paesi della valle. E, oltre ai momenti di sosta e preghiera, oltre alla fatica del camminare, i “piedi della misericordia” (così abbiamo intitolato le nostre esperienze) hanno voluto dare una tonalità di solidarietà, aiutando diversi progetti. 

In “cordata” con fratel Menici

Un giorno, mi è capitato di incontrare a Ponte di Legno l'amico Bruno Menici di Castegnato, con cui ho condiviso gli anni delle elementari. Non lo vedevo da allora (erano gli anni ’60).

Raccontando della sua esperienza ventennale in Sierra Leone come saveriano, mi ha parlato del suo progetto di sviluppo e di aiuto alle popolazioni dal titolo: "Olio e riso per un sorriso". Si tratta di acquistare macchinari per la pulizia del riso e per l'estrazione e lavorazione dell'olio di palma. Così, nei pellegrinaggi di S. Giacomo e S. Chiara, nella notte tra il 10 e l'11 agosto, nella “bisaccia della solidarietà” sono entrati quasi 1.300 euro.

Abbiamo pensato che inserire una proposta così fosse un po’ come far camminare insieme a noi le persone e le comunità, che in questi pellegrinaggi abbiamo aiutato. E grazie a Bruno e alla sua proposta abbiamo conosciuto meglio la Sierra Leone.

Abbiamo camminato anche con altre realtà da noi sostenute… Come a dire, i piedi della misericordia hanno dato una goccia di speranza e di vita.

A Bruno, e a chi come lui dedica la sua vita per gli altri, auguro un buon cammino. Il Signore li sostenga sempre e a noi ridia, oltre alla voglia di vivere, anche la “voglia di camminare”.



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