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La sfida del Terzo Millennio - A un anno dal Giubileo del 2000

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Con la Bolla di Indizione del Giubileo dell’anno 2000 Giovanni Paolo II ha dato l’avvio al cammino di preparazione più immediata dell’avvenimento che dovrebbe segnare una svolta storica per la vita della Chiesa fondata da Gesù Cristo.

Una croce multicolore per sostenete l'umanità, è ciò che vuole indicare il logo scelto per il Giubileo del 2000, disegnato dalla ventiduenne Emanuela Rocchi.

Nella lettera Tertio Millennio Adveniente il Papa scrive: "Le parole e le opere di Gesù costituiscono il compimento dell’intera tradizione dei Giubilei dell’Antico Testamento. E’ noto che il Giubileo era un tempo dedicato in modo particolare a Dio. Esso cadeva ogni settimo anno, secondo la legge di Mosè: era l’anno sabbatico durante il quale si lasciava riposare la terra e venivano liberati gli schiavi. Tutto ciò doveva essere fatto in onore di Dio. Quanto riguardava l’anno sabbatico valeva anche per quello giubilare, che cadeva ogni 50 anni. Nell’Anno Giubilare le usanze di quello sabbatico erano ampliate e celebrate più solennemente".

La celebrazione dell’Anno Santo è per sua essenza una celebrazione ecclesiale, fatta dalla Chiesa per la Chiesa. Certamente oggi si corre il rischio che questo eccezionale avvenimento, gonfiato e stravolto dai mass media e appesantito dalle esigenze di nuove infrastrutture e restauri vari, assuma una dimensione esteriore, a scapito d’una profonda riflessione e di una spinta verso una sicura conversione.

L’attenzione verso la giustizia sociale, la scelta preferenziale ai poveri, la sottolineatura della forza del messaggio di pace: questi dovrebbero essere i veri fondamenti delle celebrazioni previste per il Giubileo del Duemila.

Nel suo Commento al Vangelo di Giovanni s.Agostino descrive l’arca di Noè come simbolo della Chiesa: "L’arca di Noè aveva in séil corvo e la colomba; quell’arca conteneva ambedue questi generi. E se l’arca è prefigurazione della Chiesa, vedete quindi che in questo diluvio del mondo è inevitabile che la Chiesa contenga ambedue i generi, sia il corvo sia la colomba. Chi sono i corvi? Coloro che cercano le proprie cose. Chi sono le colombe? Coloro che cercano le cose di Cristo".

La Chiesa, che cammina nel mondo ed è composta da uomini e donne pellegrini che sentono tutto il peso del male e del peccato, in occasione del Giubileo, è chiamata a convertirsi e purificarsi. Ogni cristiano è invitato ad abbandonare l’egoismo che è in lui (il corvo) ed a guardare verso il fratello con occhi nuovi. L’Anno Sabbatico invitava il popolo di Israele a lasciare riposare le terre, le case vendute tornavano ai loro proprietari, gli schiavi erano liberati e i debiti venivano estinti.

Noi sogniamo unaChiesa povera, una Chiesa che sceglie ed ama i poveri; una Chiesa aperta alle altre culture e alle altre religioni, una Chiesa che renda credibile e accettabile il messaggio del Vangelo nel mondo dei poveri. Il Giubileo è per noi cristiani un’occasione straordinaria ed irripetibile per la testimonianza del nostro amore verso i fratelli e le sorelle che professano altre fedi: un amore che evangelizza, perché è il prolungamento dell’amore di Cristo. Gli stranieri ci portano in casa la "missione ad gentes". Ma non c’è annuncio, non c’è evangelizzazione senza solidarietà.

E’ per questo motivo chel’esile voce del nostro giornale, durante questo anno che ci condurrà al Giubileo,dedicherà alcuni dei suoi Paginoni a temi come:ilDebito dei Paesi del Terzo Mondo, leBotteghe del Commercio Equo e Solidale, laBanca Etica, "La Terra è di tutti", la Globalizzazione.

Nei frequenti pronunciamenti di Papa Wojtyla di questi ultimi tempi risuonano frequenti gli accenti del Concilio, della "Pacem in Terris" e della "Populorum Progressio": è la voce della Chiesa che si erge quasi solitaria in questo mondo sviluppato che non trova il tempo di fermarsi un attimo a riflettere e prendere fiato. È la parola dei profeti che riecheggia l’antico ammonimento:guai ai sazi!

È la testimonianza dei martiri del nostro tempo, che anche ai nostri giorni in Africa, come in America Latina e in Asia, sacrificano la vita per l’annuncio del Vangelo.

È questa la sfida del Terzo Millennio.



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