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"Il paginone": Terra di Martiri, terra di Genocidi

Nel secolo XX l'umanità ha sofferto forse la più grande persecuzione della sua storia. Il secolo del progresso non si è distinto per civiltà, nel rispetto per la vita dei popoli e delle persone. Lo spaventoso numero di vittime, i tentativi di eliminare intere popolazioni o gruppi umani, in modo deliberato e pianificato, la ripetizione di tali eventi di morte, giustificano la qualifica di “secolo dei genocidi, secolo dei martiri”.

Papa Wojtyla afferma che “al termine del 2° millennio, le persecuzioni nei riguardi dei cristiani hanno operato una grande semina di martiri in varie parti del mondo”.

Kofi Annan estende il campo del martirio: “il ventesimo secolo è stato l'epoca più omicida dell'umanità”.

Non si è trattato solo di cristiani perseguitati, deportati, sterminati da persecutori che odiavano la fede cristiana; ma anche di cristiani che hanno perseguitato e sterminato altri cristiani, altri popoli, altre porzioni della nostra umanità.

Si continua a fare memoria di questo o quel genocidio, spesso “selezionando” le vittime e dimenticandone altre. Quasi che neppure la morte, la stessa fossa, lo stesso forno, la stessa guerra, lo stesso tsunami, la stessa miseria e calamità non riescano ad accomunare né le vittime di razze e religioni diverse né coloro che ne fanno memoria. Così la memoria, proprio mentre pensa di purificarsi, accresce la discriminazione.

Il secolo XXI, appena iniziato, ravviva la memoria dei genocidi e dei martiri del secolo passato, ma sembra continuare imperterrito sulla stessa scia, caricando sulla memoria del passato - già così pesante - altri macigni di vite stroncate e di popoli martirizzati. Con o senza i rumori delle cronache.



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