La gioia della condivisione
Mi chiamo Giuseppe, sono sulla soglia dei 60 anni e sono presbitero da 31. Per vari motivi, ho lasciato la mia parrocchia, per vivere un periodo di tempo in una diocesi diversa da quella di mia appartenenza. Accolto paternamente da mons. Andrea Bellandi, arcivescovo di Salerno, che mi ha permesso di essere inserito nel clero diocesano, attualmente esercito il mio ministero come Cappellano presso l’ospedale e in un istituto di Suore nella città di Salerno. Oltre a questi doni che la Divina Provvidenza mi ha fatto, sto vivendo un bellissimo momento di comunione umana e spirituale presso i missionari saveriani. In questa oasi di pace e fraternità, non solo ho trovato accoglienza ma anche condivisione di quello che è il carisma dei saveriani. Anche se diversi per età, formazione e caratteristiche personali, mi sento loro particolarmente unito nel vivere lo spirito missionario e sacerdotale. La mia presenza non è solo condivisione di vitto e alloggio, ma la scoperta di una realtà viva di una “Chiesa in uscita”, così come suggerita da Papa Francesco. La loro attiva presenza nelle realtà parrocchiali della diocesi di Salerno è segno di una Chiesa missionaria rivolta verso gli ultimi. Lo spirito di accoglienza che li contraddistingue è evidenziato dall’accoglienza e dall’amore profuso per i senza fissa dimora e le famiglie della martoriata Ucraina. Anche se il loro impegno missionario non è sempre pubblicizzato, risponde alla finalità dei moderni “samaritani”. La loro vita di condivisione è anche uno stimolo per la realizzazione di una concreta fraternità sacerdotale.






