La Sardegna, i saveriani, la missione
Al servizio del mondo
Tra saveriani e saveriane, sono 45 i missionari sardi che vivono nei cinque continenti. La penultima missionaria che ha lasciato la Sardegna per una terra lontana è Valentina Gessa, di Pirri. L'ultimo è Alessandro Brai, di Palmas Arborea. Valentina, 31 anni, laureata in economia e commercio, il 13 giugno scorso ha raggiunto le saveriane che lavorano in Thailandia. Alessandro, 28 anni, dopo l'ordinazione sacerdotale dell'8 ottobre scorso nella cattedrale di Oristano, è animatore missionario a Salerno.
Sparsi ai quattro venti
Molte di queste vocazioni a vivere nella “prima linea” della chiesa sono nate all'istituto di via Sulcis dove, da quasi mezzo secolo, i saveriani hanno il quartiere generale della loro presenza sull'isola. È una fabbrica di cultura e di sensibilità, alimentata dai missionari reduci dalle missioni in Africa, Asia e America Latina. Hanno trasmesso la loro esperienza a centinaia di ragazzi e ragazze. Alcuni ne hanno seguito le orme, fino a dare la vita per testimoniare il vangelo. Come è successo il 16 ottobre 1987 a p. Tore Deiana, di Ardauli, vittima a 31 anni in Amazzonia di un incidente automobilistico. Qualcuno sostiene che si è trattato di un attentato, che doveva colpire il vescovo locale e che invece ha ucciso il giovane missionario sardo.
Della numerosa famiglia saveriana - 828 missionari - il 5 per cento è nato in Sardegna e svolge la missione un po' in tutto il mondo: undici sono in Italia, uno a Londra, uno a Parigi, due in Sierra Leone, uno in Amazzonia, due in Bangladesh, cinque in Brasile, tre in Camerun, uno nelle Filippine, tre in Indonesia, due in Colombia, due in Messico. Ad essi si aggiungono undici suore sarde, impegnate nelle diverse missioni delle saveriane, come in Thailandia dove è Valentina Gessa.
Il generoso popolo sardo
“È davvero una bella rappresentanza - commenta il bergamasco p. Arduino Rossi, dal 1996 in Sardegna per organizzare la formazione missionaria. Dimostra l'attenzione e la sensibilità sarda per l'evangelizzazione. La speranza è che la Sardegna possa essere anche in futuro culla di nuove vocazioni missionarie”. Su un punto i sardi hanno pochi rivali: la generosità. Dice ancora p. Arduino: “Non ho mai trovato tanta disponibilità all'aiuto come in quest'isola”.
Le iniziative che i quattro missionari saveriani organizzano per tenere viva la fiamma missionaria sono varie. Prima di tutto, va ricordata la capillare rete di animatori e animatrici che in 83 centri delle province di Cagliari e Oristano coinvolge 450 persone. Solo per citare qualche esempio: Assemini ha 20 collaboratori; Fluminimaggiore e Gonnosfanadiga 14 ciascuno; Guasila 16; Monserrato 18; addirittura 35 a Villasor. Non si possono dimenticare le due giornate annuali dell'amicizia, a maggio e ottobre, con una lotteria per la raccolta di fondi da destinare ai bisognosi del mondo.
Spiritualità e sostegno
I saveriani di Cagliari, ogni anno, organizzano due turni di esercizi spirituali, in preparazione al Natale e alla Pasqua, oltre alla predicazione missionaria nelle parrocchie. Un'iniziativa tipicamente sarda sono gli “Otto dies a sas animas”. Nel mese di novembre, per una settimana, nella piccola chiesa della comunità saveriana si prega e si celebra la Messa per tutti i defunti segnalati dalle famiglie.








