Skip to main content
Condividi su

E finalmente si parte per l’Etiopia! Il progetto per costruire una stalla, un pollaio e un orto nel cortile della piccola scuola di Yeka Forest, sobborgo di Addis Abeba in Etiopia, è stato studiato nei particolari da noi tre moschettieri: Adolfo (The Doc) Atzeni, Roberto Arba, ex apostolini saveriani sardi DOC, e Mauro Piseddu - omu de sattu - di Serrenti.

ca Etiopia i tre moschettieri Mauro Piseddu al centro due ex xavier Roberto Arba a sinistra e Adolfo Atzeni alla destraIl progetto parte bene, ma comincia male. Il cortile è pieno di grosse radici di eucaliptus e i muratori rimandano la costruzione del tetto della stalla di giorno in giorno dicendo: “...domani, domani, veniamo domani”. Ma noi di domani ne abbiamo pochi, così cerchiamo di coinvolgere la comunità degli italiani di Addis Abeba che riescono a procurarci un escavatore, un mostro che riesce in un paio d’ore a rendere il cortile liscio e pulito come un biliardo. Mentre si cercano altri muratori, sistemiamo a monte il serbatoio dell'acqua, poi stendiamo il tubo principale, le manichette e il telo per la pacciamatura che si protegge con la terra. Si praticano i fori, dove poi vengono piantati i semi di zucchine, cavolfiori, melanzane, finocchi, bietole e insalata... Apriamo il rubinetto e… magia. Tutto funziona a meraviglia!

È proprio questo che si legge negli occhi del Direttore, delle maestre e dei bambini che vedono alcune gocce, piccole gocce d’acqua inumidire la terra, solo nel punto esatto dove sono nascosti i semi degli ortaggi che fra poco alimenteranno i loro piatti. Ma non perdiamoci in chiacchiere... Sono arrivati i muratori ed era ora! Partiamo insieme con ferro, cemento, sabbia e ghiaione. Studiamo insieme la realizzazione della struttura del tetto in modo che sia semplice, leggera, ma robusta e sicura. Passiamo alla realizzazione, dopo aver aspettato i tempi tecnici per permettere al cemento del cordolo di asciugarsi.

Ecco che si piazzano le travi di legno locale e su questo i travetti a cui vanno inchiodate le lastre di “corcoro”, così viene chiamata, qui in Etiopia, l’ondulino di lamiera con cui in Africa si costruisce tutto: letti, pareti, finestre e, appunto, tetti. È stato un bel lavoro. Sarà possibile ospitare le cinque mucche già acquistate, ma il tempo corre inesorabile. La partenza è imminente e la festa per salutare i tre moschettieri è d'obbligo. Tutto avviene con il saluto del Direttore, delle maestre, delle cuoche, dei genitori, ma soprattutto dei bellissimi 170 bambini della scuola di Yeka Forest. Con le lacrime nascoste dagli occhialoni da sole, partiamo con un grande desiderio: tornare! C’è ancora tanto da fare. A si biri con saluti e... dinai, che serve sempre per la realizzazione di questi sogni.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 3263.33 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Febbraio 2004
Era il noviziato dei saveriani Chi ritorna alla casa saveriana di S. Pietro in Vincoli dopo 60 anni, si trova di fronte a una realtà completamente c…
Edizione di Febbraio 2015
Un gruppo di dieci giovani sono stati in Thailandia, nella missione adottata delle diocesi del Triveneto. Hanno fatto anche esperienza di lavoro con…
Edizione di Agosto/settembre 2014
In numerose realtà esiste la figura del “decano”. È l’esponente più anziano e autorevole di un gruppo. Anche nella nostra comunità abbiamo un “decano…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito