La risposta dell'uomo: Dio riempie la mia vita
Un amore che completa ogni cosa
Domenica 6 marzo era una giornata straordinariamente calda e luminosa a Chicago. Sembrava che la natura volesse fare da specchio al calore della folla radunata nella missione cattolica di santa Teresa, il quartiere cinese della città. Era lì per partecipare spiritualmente all’impegno solenne del giovane indonesiano Petrus Hardiyanto di essere saveriano per tutta la vita.
Dall’Indonesia a Chinatown di Chicago
Petrus è arrivato a Chicago nel 2000, direttamente dall’Indonesia, suo paese di origine. All’età di 19 anni era entrato nel seminario di Magelang, nell’isola di Giava. Ma l’anno dopo si era unito ai missionari saveriani per prepararsi a diventare saveriano con il noviziato. Dopo gli studi filosofici, è arrivato a Chicago per studiare teologia.
Nello stesso tempo, si è dedicato a varie attività apostoliche per perfezionarsi nell’arte del missionario. Ha prestato servizio nel centro interreligioso della diocesi; ha assistito i rifugiati e profughi; ha passato un’estate in una parrocchia rurale. Infine, ha trascorso un anno di pastorale nella missione di santa Teresa nel quartiere Chinatown di Chicago, lavorando specialmente con la gioventù della parrocchia e gli alunni della scuola.
“C’è vino per una festa sola!”
All’inizio della Messa, un amico indonesiano di Petrus ha intonato il canto: “Ognuno è alla ricerca di qualcosa... Una cosa che completa tutto...”. Queste parole descrivono bene l’intenzione di un giovane che decide di impegnare tutta la sua vita dedicandola a Dio per sempre.
Padre Michele Davitti, parroco di santa Teresa, ha paragonato la decisione di Petrus di dedicare se stesso alla vita religiosa e missionaria all’impegno assunto da coloro che si sposano. Ha fatto riferimento a una vecchia tradizione del suo paese d’origine. Alla nascita di un figlio, il papà comincia a mettere da parte il vino per il suo futuro matrimonio. “Quando sono stato ordinato sacerdote - ha ricordato p. Michele - il papà mi ha detto: Guarda che c’è vino per una festa soltanto. Perciò comportati come si deve! Voleva dirmi che avevo preso un impegno serio e che doveva deve durare per tutta la vita”.
Durante la Messa, ogni gruppo ha potuto partecipare esprimendosi secondo la propria cultura: sono stati intonati canti in lingua cinese, indonesiana, giavanese e inglese. Il coro cinese della parrocchia ha cantato all’unisono con il coro della comunità indonesiana di Chicago. La chiesa è davvero universale!
Missionario per il mondo intero
Come rettore della comunità saveriana di Chicago, è toccato a me fare l’omelia. “Petrus ha sentito la chiamata di Dio e ha risposto accettando di essere, al seguito di Gesù, luce per molta gente che è alla ricerca di luce nella propria vita” - ho detto. Cosa significa essere religiosi missionari nel mondo di oggi? Dobbiamo essere persone capaci di amare, per costruire e rafforzare i rapporti umani. Con il nostro impegno di dedicare tutta la vita a Dio e all’umanità, siamo testimoni di una speranza radicale. Viviamo di fede, per proporre agli altri i sentieri di Dio, che noi stessi percorriamo con loro. Siamo persone che riflettono per scoprire e per far fronte ai nuovi bisogni apostolici. Tutto questo esige che noi missionari siamo persone dedite alla preghiera.
Facendo la sua solenne promessa di fedeltà alla vita religiosa e missionaria come saveriano, Petrus è stato per tutti un segno dell’amore di Dio per il mondo. In segno di riconoscenza, egli ha consegnato a ciascuno un piccolo dono-ricordo con la scritta: “Non vivo più io; Cristo vive in me”.
Ora Petrus, a nome di Cristo e a nome della chiesa, è missionario per il mondo intero.








