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Giugno è mese delle messi mature, dei campi biondeggianti, della mietitura... E qual è la spiga matura del tempo di Pasqua se non la nostra rinnovata fede, la nostra vita di figli e figlie di Dio, il nostro slancio d'amore a Dio e ai fratelli?

L'importanza del ''qui e ora''

La fede non è questione di idee, ma è adesione d'amore a Colui che è fonte della nostra vita. La Parola di Dio ci ricorda continuamente questa verità: in base a come la ascoltiamo e accogliamo, essa agisce in noi, ci trasforma e ci rende capaci almeno di intuire le vie del Signore che, per quanto ardue a noi possano apparire, sono tutte vie di verità e di grazia.

E la Parola si riassume tutta nel "comandamento nuovo", il comandamento dell'amore che Dio ha dato fin dall'inizio, ma che mediante la morte e risurrezione di Gesù diventa nuovo perché ora può essere vissuto non soltanto con le nostre poche capacità umane, ma con la forza dello Spirito Santo.

Infatti, "l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato" (Rm 5,5). San Giovanni nella sua prima lettera ci dice: "Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto fin da principio" (1Gv 2,7-8), e che tuttavia ora deve essere portato a perfezione con la grazia che oggi ci è data. Notiamo l'importanza del tempo: oggi, ora!

La prova dell'amore vero

C'è una prova che rivela se viviamo in novità di vita, oppure se ancora ci attardiamo nelle consuetudini dell'uomo vecchio. Questa prova è l'amore al fratello, a partire da colui che ci vive accanto ogni giorno.

L'amore è una forza di coesione, una forza unitiva. Se facciamo discriminazioni di persona, se nutriamo antipatie, se giudichiamo gli altri, se siamo sempre portati al confronto, se facciamo le nostre scelte in base a vantaggi o svantaggi personali...: ecco, tutto questo non è amore fraterno. E se non c'è l'amore per il fratello, non c'è neppure l'amore per Dio.

Senza condizionamenti

In una sua stupenda pagina, sant'Agostino scrive: "Qual è la perfezione della carità? Amare anche i nemici e amarli perché diventino fratelli. Ama i tuoi nemici, perché diventino tuoi fratelli; ama i tuoi nemici perché entrino in comunione con te". Così ci ama il Signore. Nel suo amore dobbiamo amare tutti e sempre, senza condizionamenti, senza l'alternanza di "sì" e di "no", di attrazione e di repulsione.

Facciamo un continuo discernimento sui nostri sentimenti e chiediamoci sempre: "Se faccio questo, se penso così..., sono nell'amore?". E, in questo mese di giugno, non dimentichiamo di invocare Gesù con le litanie del suo Sacro Cuore:

"Cuore di Gesù, fornace ardente di carità, abbi pietà di noi: di me, così povero nell'amore, e di tutti i miei fratelli, per i quali desidero essere sostegno e conforto".



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