La missione entra nei seminari
La visita nei seminari per conto della Pontificia Unione missionaria è una tradizione della chiesa italiana. Serve a sensibilizzare, suscitare e nutrire nei futuri sacerdoti una sensibilità missionaria. L’obiettivo principale è invogliare a un’apertura missionaria affinché anche i sacerdoti diocesani si impegnino per l’attività missionaria sia direttamente come fidei donum, sia indirettamente coltivando nelle loro parrocchie e nelle loro attività l’impegno missionario.
Incontrando i seminaristi li incoraggiamo affinché alcuni di loro vivano un’esperienza in missione prima dell’ordinazione, offrendo il loro contributo all’evangelizzazione dei popoli.
Tre regioni, sei seminari
La zona affidata ai saveriani nel 2013-14 include la Campania (Benevento, Napoli, Posillipo e Salerno), la Puglia (seminario regionale pugliese a Molfetta) e la Basilicata (seminario maggiore di Potenza). Ventisette sono i seminari minori disseminati nelle tre regioni. Quasi tutti hanno lo stesso problema: il numero dei seminaristi è in calo. Però ho riscontrato un forte entusiasmo e impegno.
La mia visita inizia con l’incontro con l’equipe formativa, per avere un’idea della situazione. A volte mi vengono indicati anche gli aspetti da sottolineare durante gli incontri con i seminaristi. Lo scopo è presentare le Pontificie Opere missionarie (POM) e l’attività missionaria della chiesa.
La missione attività centrale
Espongo l’attività missionaria della chiesa e le nuove forme di missione in diversi modi: con una storia, un video, una testimonianza. Il fatto di non essere italiano diventa per me un’opportunità per sottolineare l’universalità della chiesa. I seminaristi stessi l’hanno notato in diverse occasioni.
Spesso chiedo loro: “Perché un camerunese viene a fare missione in Italia se c’è più bisogno in Africa?”. La risposta non è sempre così evidente. Alla fine, invito i seminaristi a considerare l’attività missionaria come centrale nell’attività pastorale. La dimensione missionaria riveste un’importanza particolare, anche grazie a papa Francesco che chiama tutti i cristiani ad essere missionari.
La tradizione creata dalla Pontificaia Unione missionaria ha fatto sì che i seminari siano pronti ad accogliere queste visite con gioia: lo confermano l’entusiasmo e l’accoglienza che ricevo. Molti seminaristi promettono di prendere in considerazione la missione, mentre quelli che hanno già una sensibilità missionaria si sentono rafforzati.
Approfitto di questi incontri anche per motivare i Gamis (gruppi di animazione missionaria in seminario) e per fare un appello per crearne di nuovi, dove non ci sono. Spero che questi gruppi diventino i motori dell’animazione missionaria nei nostri seminari.








