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Se esiste un giorno dell’anno il cui significato e importanza rischiano di sfuggirci questo è il primo gennaio. In questo giorno, certamente, inizia un nuovo anno ed è cosa buona ricordare che il tempo fluisce e non bisogna lasciarselo sfuggire. La Parola di Dio, nel Libro dei Salmi, ci offre uno stimolo interessante a questo riguardo: “Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio” (Sal 90, 12).
Inoltre, il primo giorno dell’anno, con la Chiesa, celebriamo la Festa di Maria Madre di Dio; questa figura viene posta all’inizio di un nuovo cammino e, con il suo esempio, ci insegna a usare bene il tempo e condurre un’esistenza aperta al progetto di Dio.

Probabilmente, l’accumulo di tanti giorni di festa del periodo natalizio, insieme al frastuono dei botti e petardi della notte di San Silvestro, rischia di farci mettere in secondo piano, se non addirittura dimenticare, che il primo gennaio, da più di 50 anni, viene celebrata la Giornata Mondiale della Pace, una Giornata istituita dal Santo Papa Paolo VI e celebrata per la prima volta nel 1968.

Per la celebrazione di questa Giornata, il Papa invia un Messaggio che non è rivolto solo ai cristiani, ma è indirizzato anche a tutti gli uomini e donne che hanno a cuore il desiderio che la pace abiti questa nostra terra. Le prime parole del Messaggio per la Giornata della Pace 2024 sono molto chiare a questo riguardo. Scrive Papa Francesco: “All’inizio del nuovo anno, tempo di grazia che il Signore dona a ciascuno di noi, vorrei rivolgermi al Popolo di Dio, alle nazioni, ai Capi di Stato e di Governo, ai Rappresentanti delle diverse religioni e della società civile, a tutti gli uomini e le donne del nostro tempo per porgere i miei auguri di pace”.

È proprio in questa linea che, nel pomeriggio del 1° gennaio, prima di avviare una breve Marcia per la pace, il Vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza ha invitato le Autorità, responsabili della Comunità civile della città e della provincia, il Capo della moschea, i rappresentanti delle Chiese Sorelle e un rappresentante del Popolo Palestinese, e ha consegnato loro il Messaggio del Papa. Un gesto molto bello e significativo che dice chiaramente che la pace non è l’affare solo di qualcuno, o l’impegno affidato unicamente ai credenti. La pace si costruisce insieme, perché riguarda tutti, ognuno con la sua responsabilità, piccola o grande, nei confronti di una città o di una comunità di fede, in famiglia, nel mondo del lavoro e della scuola, e nei confronti del mondo intero.

Dopo questo gesto si è avviata la breve marcia. Partendo dalla Piazzetta delle Poste, di fronte alla Basilica di San Mercuriale, attraverso le strade della città affollate di persone, il percorso ci ha condotti alla Cattedrale. Il tragitto è stato accompagnato dalla lettura di alcuni brani tratti dal Messaggio di Papa Francesco. In cattedrale poi è proseguita la lettura e il commento del Messaggio del Papa. In questo modo siamo stati introdotti alla celebrazione dell’Eucaristia, presieduta dal Vescovo e concelebrata da diversi sacerdoti.

Il Messaggio del Papa per il 1° gennaio 2024 ci invita a riflettere su una tematica che a prima vista potrebbe sembrare strana: Intelligenza artificiale e Pace. L’intelligenza artificiale è senza dubbio utile, ma nessuno, e tanto meno delle macchine, per quanto perfette e sofisticate, si può arrogare il diritto di pensare al nostro posto. Ogni persona è chiamata a riflettere sulla responsabilità legata alle proprie decisioni.
“Le macchine intelligenti - scrive il Papa - possono svolgere i compiti loro assegnati con sempre maggiore efficienza, ma lo scopo e il significato delle loro operazioni continueranno ad essere determinati o abilitati da esseri umani in possesso di un proprio universo di valori”.

rmg marcia pace Forli 02Papa Francesco ci ricorda soprattutto che “il rispetto fondamentale per la dignità umana postula di rifiutare che l’unicità della persona venga identificata con un insieme di dati. Non si deve permettere agli algoritmi di determinare il modo in cui intendiamo i diritti umani, di mettere da parte i valori essenziali della compassione, della misericordia e del perdono o di eliminare la possibilità che un individuo cambi e si lasci alle spalle il passato”.

Il Papa ci avverte del rischio che comporta la tecnologia unita alla economia. Essa “privilegia il criterio dell’efficienza, tendendo a ignorare tutto ciò che non è legato ai suoi interessi immediati”. Gli sviluppi della tecnologia tendono a farci perdere “il senso del limite” che caratterizza la nostra condizione umana. Tutto questo influisce sulla ricerca e sulla costruzione della pace, un impegno che tende sempre allo sviluppo umano integrale, senza escludere nessuno, specialmente i più deboli.
Insieme a Papa Francesco, ci siamo augurati “che i progressi nello sviluppo di forme di intelligenza artificiale servano la causa della fraternità umana e della pace”, riconoscendo che questo traguardo non può essere “responsabilità di pochi, ma dell’intera famiglia umana”.

La Giornata Mondiale della Pace è sempre un’occasione per camminare insieme e sognare insieme. Per qualcuno i sognatori sono degli illusi. Il Vescovo brasiliano Hélder Câmara (di cui è in corso la causa di beatificazione) affermava che “quando si sogna insieme… è la realtà che comincia!”.



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