La grotta di Massabielle e il Papa
Ogni pellegrino che sale sul pullman per incontrare Colei che nella grotta di Massabielle ha rivelato alla fanciulla Bernadette il suo nome - "Io sono l'Immacolata Concezione" - porta con sé parte di tutta l'umanità sofferente nel corpo e nello spirito.
Sono le mogli, i mariti, i figli, i nipoti, gli amici che affidano ai partenti la richiesta di una preghiera rivolta a Colei che Gabriele chiamò nel suo saluto Piena di Grazia - Immacolata fin dal primo istante della sua vita. Non fu un privilegio per Maria, ma dono gratuito del Signore.
Spettacolo commovente
Siamo 64 pellegrini in pullman, in viaggio per Lourdes. È il 10 febbraio, vigilia della festa dell'apparizione della Madonna. Fuori c'è neve e vento. Una signora si rivolge al gruppo e suggerisce: "Noi veniamo a deporre ai piedi della nostra Madre Maria le nostre pene, le malattie dei nostri cari, le sofferenze dei figli che hanno perso la fede, dei nipoti che si sono separati dal coniuge, le angosce di chi soffre violenza nelle guerre e negli odi razziali, di chi non ha più speranze negli uomini...".
Mentre ci avviciniamo alla grotta, accompagniamo una fila interminabile di malati su carrozzelle, trainate perfino da ragazzine sorridenti. Spettacolo commovente! È l'aurora che si avvicina al tramonto. Quei corpi avvolti in calde coperte sono i rappresentanti dell'umanità sofferente.
Davanti alla statua della Vergine si prega in ginocchio per terra, seduti sulla pietra, con lo sguardo fisso su Maria. Gli occhi si velano di lacrime; qualcuno nasconde il viso tra le mani. Ciascuno, ringrazia, chiede, offre. Il miracolo ottenuto è la certezza che Maria aiuterà ognuno di noi a portare serenamente la propria croce.
Sorpresa, stupore, silenzio
Ci riuniamo per il pranzo. Qualcuno mi chiama e dice: "Il Papa ha dato le dimissioni!". Sorpresa, stupore silenzio, sbigottimento si leggono sui volti dei presenti. Mi è rivolta una domanda: "Fa parte del segreto di Fatima?". Non rispondo.
Più tardi spiego loro: "Il Papa accenna alla sua età, alla sua salute; è debole e si sente incapace di continuare in quella missione che Cristo gli ha affidato". Il Papa si sente malato, anche lui è parte di quella sofferenza dell'umanità intera, come Maria, travolta nel mistero di morte e risurrezione del Figlio per la salvezza degli uomini.
L'amico riappacificato
La novità del gesto che coglie gli sprovveduti pellegrini non è nel sapere che il Papa è anziano. Questo è normale. La novità sta nel suo gesto di offrire a Cristo, di cui è vicario, il potere di dirigere la sua chiesa. Prima di lui c'è stato solo Celestino V, e tutti oggi conoscono quel Papa santo che ha rinunciato alla cattedra di Pietro.
Forse Benedetto XVI, come vicario di Cristo, vuole ripetere il gesto di annichilimento del Figlio di Dio che ha rinunciato alle prerogative divine, accettando di essere uomo come noi per salvarci. Oggi il suo vicario, imitandone l'esempio, si è umiliato rinunciando ai poteri ricevuti dal Signore per tornare a vivere da anziano in mezzo ai sofferenti di tutto il mondo, qui raccolti in preghiera alla grotta di Massabielle.
Suona il telefono. È la voce di un amico: "Padre Franco, il gesto umile del Papa mi ha riappacificato con lui". Anche questo è un miracolo della fede.








