La gioia di sentirsi utili… sempre
Ogni persona, per vivere bene, in armonia con se stessa e con gli altri, ha bisogno di sentirsi amata e di poter amare, rendendosi utile per ricambiare l'affetto verso altre persone. Questo si riscontra soprattutto nelle persone anziane.
Il ricordo di tante persone che abbiamo incontrato e con le quali abbiamo condiviso un periodo della nostra vita ci aiuta a vivere con gioia i valori importanti che papa Francesco spesso ci ricorda nei suoi discorsi: "ascoltare, adorare, testimoniare".
La fede del signor Luigi a Jaguapita
Noi missionari siamo fortunati perché abbiamo avuto la possibilità di incontrare e di vivere con gente di religione e culture differenti. Mi viene in mente il signor Luigi Viera di Jaguapita in Brasile. Luigi, persona anziana molto semplice e signorile, veniva in chiesa varie volte durante la giornata. Lo ammiravo per il tempo in cui rimaneva seduto in silenzio, guardando Gesù eucaristico, presente nel tabernacolo.
Un giorno decisi di avvicinarmi per fargli alcune domande. "Signor Luigi, perché lei viene in chiesa varie volte durante la giornata?". Mi rispose: "Fratel Gino, io sono una persona anziana, non ho più le forze per lavorare, la salute mi permette però di camminare e fare qualche piccolo servizio per aiutare chi è nella necessità. Mia moglie e i miei figli, con le loro famiglie, sono occupati dal loro lavoro e dalle loro preoccupazioni. I miei nipoti, alcuni vanno ancora a suola, altri lavorano in agricoltura con i loro genitori. Io ho organizzato la mia giornata divisa in vari momenti; uno di questi è quello di venire in chiesa.
Al mattino vengo per ringraziare il Signore per la nuova giornata e dico: «Gesù grazie di questo nuovo giorno». Poi mi siedo, faccio qualche momento di adorazione, parlo con Lui delle persone che mi hanno raccontato le loro sofferenze e gioie, incominciando dai miei famigliari. Mi fermo un po' di tempo in silenzio e lo ascolto. Al ritorno, vado a fare visita a qualche amico e così trascorro la mia mattinata". Insisto: "Ma lei ritorna poi anche nel primo pomeriggio e la sera per il rosario e la santa Messa". "I motivi - mi dice - sono sempre gli stessi: Gesù mi vuole bene. Lui ha dato la sua vita per me, devo ricambiare il suo grande amore con il mio piccolo amore che sempre ha bisogno di Lui".
L'entusiasmo di don Tonino Bello
Un'altra persona che ricordo con tanto affetto è don Tonino Bello. Nel suo ultimo viaggio a Sarajevo (dicembre 1992), con il gruppo dei pacifisti, si è fermato per alcune ore nella comunità del noviziato dei saveriani ad Ancona. La malattia lo stava già distruggendo, il suo amore e il suo desiderio di portare la pace rimanevano ancora forti. Il suo amore e il suo servizio entusiasmavano i giovani. Don Tonino Bello, quante persone hai salvato e a quante hai ridonato la gioia di vivere! Anche oggi il tuo libro "Maria donna dei nostri giorni" (edizioni San Paolo) esprime tutto il tuo amore per Maria, nostra mamma. Grazie don Tonino!
L'amore per Gesù di Michelino
Sono a Macomer e non posso dimenticare il signor Michelino Cossu. Era ammalato di sindrome laterale amiotrofica. Testimoniava la sua fede e la sua sincera amicizia con la serenità e il sorriso. Lo ricordo per il suo amore a Gesù presente nell'Eucaristia. Ogni pomeriggio si recava nella chiesa della Madonna missionaria con le braccia incrociate a causa della malattia. Con il gomito apriva la porta della chiesa, entrava e si sedeva in preghiera. Ascoltava, adorava e testimoniava. La malattia non fu per lui motivo di isolamento; infatti con gioia, accoglieva gli amici che andavano a trovarlo. Poi il Signore lo prese con sé.
Quanti regali ci dona la memoria.








