La festa dei ragazzi missionari sardi
La giornata dei ragazzi missionari di sabato 6 febbraio è stata una festa fatta di suoni, canti, immagini, messaggi. Le pareti del teatro dei salesiani di Selargius erano state abbellite con i cartelloni preparati dalle catechiste "missionarie" e dai loro ragazzi. I cartelloni erano ricchi di tanti bei pensierini sulla Buona Notizia che viaggia senza passaporto e sui diritti violati dei bambini.
Girotondo... per il mondo
I ragazzi missionari illuminano il sentiero che conduce all'incontro con Cristo. Non chiedono il passaporto, ma aprono il cuore, gli occhi e le mani per incontrare ogni persona, come faceva Gesù. Le fotografie dei bambini sulle pareti portavano davvero a fare un girotondo attorno ai problemi dei ragazzi nel mondo, mentre il proiettore illuminava lo slogan sullo schermo del palco, "Giornata missionaria ragazzi".
Un urlo era la risposta alla chiamata dello speaker per i ragazzi che arrivavano da San Luri, Capoterra, Sinnai, Villasor, oltre a quelli di Cagliari, Assemini, Selargius, Monserrato... I temi dei canti erano vari: i ragazzi non vedono frontiere; il mondo che vogliamo dipende da noi per quello che si può; molti ragazzi sono stati derubati dei loro diritti, ma tutti si amano; l'amore è forte e salva il mondo.
Un allegro clima famigliare
I bambini sono in viaggio in un vagone del treno dell'amore sul quale non sale l'indifferenza, come hanno rappresentato i ragazzi di "Frutti d'oro". La preghiera, "Mi presti le tue mani, i tuoi piedi...", e le parole del vescovo ausiliare mons. Mosè, "Io amo Gesù tutti i giorni", ripetute in coro dai ragazzi, hanno preparato alla conclusione della giornata. Le canzoni "Io ho un amico" e "La buona notizia viaggia senza passaporto" del prof. Piero Collu, suonate e cantate con maestria dagli alunni della scuola media "G. Pascoli" di Assemini, hanno completato l'opera.
Quest'ultima canzone dice: "Seminano stelle i ragazzi missionari, bussano nel cuore di tutti bianchi e neri. Aiutano chi soffre: immigrati, emarginati; non vedono frontiere, sono aperti e tolleranti". Sono parole che hanno riassunto tutti i messaggi della giornata. I ragazzi sul palco sono stati seguiti da genitori e amici, che hanno reso il clima molto... famigliare.
La conferenza dei "grandi"
Il 15 gennaio, inoltre, nel salone della banca di Credito Sardo, con la collaborazione dell'Aifo, gli adulti hanno organizzato la conferenza sull'emigrazione, "Un sogno per non morire". Lo scopo era riflettere sui mondi che emigrano tra leggi e accoglienza. Tutti i temi trattati indicano il cammino che dobbiamo percorrere all'inizio di questo secolo, nei confronti del delicato problema delle migrazioni.
Il dottor Aldo Morrone, esperto in medicina delle migrazioni e patologie tropicali, tornato in quei giorni dalla visita ai migranti di Rosarno in Calabria, ha detto che tutti noi portiamo il dna di migranti e il codice genetico delle relazioni umane e divine. Ha ricordato le cause del movimento mondiale dei popoli, dalla mancanza di acqua potabile alle guerre, dalle malattie tropicali trascurate al ruolo delle case farmaceutiche.
È intervenuto anche don Ettore Cannavera, responsabile della comunità "La Collina" di Serdiana, che lavora per la prevenzione e riabilitazione di adolescenti e adulti in difficoltà, dopo l'esperienza del carcere.
Infine, l'operatrice del centro "Emilio Lussu" di Cagliari, primo progetto territoriale per chi chiede l'asilo politico, ha ricordato la distinzione giuridica tra i migranti politici e i migranti economici, e le procedure legali da seguire.








