La devozione dei sardi, Una famiglia di emigrati di Dorgali
A Dorgali, nella settecentesca chiesa di santa Caterina d'Alessandria dove è stata battezzata la santa Gabriella Sagheddu, possiamo vedere due ancone lignee con ornamenti dorati, una del sec. XVIII e l'altra del sec. XX. L'altare ligneo con nicchie per statue e un quadro, dedicato al Sacro Cuore di Gesù, del 1770, in stile barocco spagnolo fatto costruire da don Giovanni Battista Sagheddu, è stato fatto restaurare dal dottor Giovanni Ticca nel 1942.
Dalla parte opposta possiamo vedere l'ancona lignea dell'Immacolata, più recente, fatta restaurare da dorgalesi, in ringraziamento per la provvidenziale fortuna trovata in Venezuela dove erano emigrati. Sul pavimento marmoreo dell'altare ligneo dell'Immacolata possiamo leggere "Ad memoriam Dei gloriam, Fabio e Rosina Fancello Ungredda con animo devoto e grato, 1957".
L'ancona lignea è stata restaurata con bravura da Eugenio Obletter di Ortisei (BZ) sul modello dei retabli sardi del Settecento. Le nicchie superiori, di fianco al quadro della Madonna con il Bambino, accolgono le statue di san Cornelio Papa e san Cipriano vescovo; le nicchie inferiori, di fianco alla statua dell'Immacolata, san Giuseppe e san Fabio, secondo il volere del donatore del restauro, che portava il nome di Fabio. Quest'ultima ancona lignea dell'altare dell'Immacolata può essere considerata una significativa opera lignea moderna a carattere religioso nell'Isola.
Ringrazio la nostra abbonata, l'insegnante Margherita Fancello, che mi ha confermato la storia di questa famiglia di emigrati di Dorgali, e al parroco che mi ha dato i nomi dei santi dell'ancona lignea.








