La cura della biodiversità
Dal Messaggio della Cei per la Giornata della Custodia del Creato (1° settembre 2019).
Imparare a guardare alla biodiversità, per prendercene cura, è uno dei richiami dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. Esso risuona nel documento preparatorio per il Sinodo sull’Amazzonia. La Giornata per la custodia del Creato è un’occasione per conoscere e comprendere quella realtà fragile e preziosa della biodiversità, di cui anche l’Italia è così ricca.
Uno sguardo contemplativo. Al centro della sezione della Laudato si’ dedicata alla biodiversità (nn. 32-42) c’è uno sguardo contemplativo rivolto ad alcune aree chiave del pianeta: il bacino del Congo, le barriere coralline, la foresta amazzonica. Prende così corpo la contemplazione del grande miracolo di una ricchezza vitale. Siamo chiamati, dunque, a lasciarci coinvolgere in tale sguardo, per contemplare anche noi, grati e benedicenti, il mondo della vita, così vario e rigoglioso.
Uno sguardo preoccupato. Nell’enciclica Laudato si’, però, l’invito alla contemplazione si salda con la percezione della minaccia che grava sulla biodiversità. La struttura del pianeta è delicata e fragile, ma anche fondamentale per la vita della famiglia umana. Si eviti, quindi, di distruggere realtà di grande valore con impatti che gravano soprattutto sui più fragili.
Siamo chiamati, dunque, a convertirci, facendoci custodi della terra e della biodiversità che la abita. Sarà necessario utilizzare nuove tecnologie orientate a valorizzare, per quanto possibile, il biologico. Sarà altresì importante favorire le istituzioni universitarie e gli enti di ricerca, che studiano la biodiversità e operano per la conservazione di specie vegetali e animali in via di estinzione.
Si tratterà, ancora, di opporsi a tante pratiche che distruggono la biodiversità (land grabbing, deforestazione, monocolture, consumo di suolo, inquinamento). Ma andranno pure contrastati con politiche efficaci e stili di vita sostenibili quei fenomeni che minacciano la biodiversità su scala globale, a partire dal mutamento climatico.
Ogni comunità deve farsi guidare da alcune domande: qual è la nostra Amazzonia? Qual è la realtà più preziosa presente nel territorio e che oggi appare maggiormente minacciata? Come possiamo contribuire alla sua tutela?







