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La chiesa giovane del Congo, Intervista al p. Memo in Congo / 2

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Proseguiamo l'intervista con p. Memo, saveriano messicano in Congo.

Come sono organizzate le comunità?

Ogni comunità è guidata da alcuni laici (soprattutto catechisti) che partecipano a un corso di formazione almeno una volta l'anno, nella sede centrale della missione. Noi saveriani eravamo in quattro nella stessa missione; questo ci permetteva di distribuire tra noi i vari compiti.

Ora dove sei missionario?

Ora mi trovo in una missione che ha solo nove anni di vita, situata nella periferia della città di Goma. La maggior parte delle comunità ecclesiali sono in città. Nella periferia seguiamo solo tre villaggi. Per prima cosa abbiamo cercato di creare le scuole cattoliche, perché queste ci consentono di avvicinare ed evangelizzare molti giovani.

Quanti studenti avete?

Gli abitanti della nostra città crescono sempre più e prevediamo un aumento anche nel futuro. Molta gente scappa dalla guerra, mentre molti altri abbandonano le campagne e vengono in città per studiare e cercare lavoro. Oltre alle scuole, noi saveriani seguiamo le comunità ecclesiali "viventi" (così chiamiamo in Africa le comunità di base) che devono far fronte all'arrivo di tante persone, in poco tempo. Alcune comunità insieme formano la cosiddetta "diaconia", dove si svolge la catechesi, indirizzata ai catecumeni e anche ai cristiani che si preparano alla Comunione e alla Cresima. Noi saveriani ci rechiamo nelle diaconie almeno una volta la settimana.

Come raggiungete i non cristiani?

Sono i cristiani che vanno alla ricerca di chi non è cristiano. Li invitano a conoscere più da vicino la vita della comunità cristiana. In un secondo momento, queste persone sono invitate a seguire il cammino del catecumenato, che dura quattro anni. Il catecumeno aiuta a conoscere il vangelo e a metterlo in pratica gradualmente, nella vita personale e comunitaria.

Quanti sono i catecumeni?

In quattro anni sono andati aumentando ogni anno: dagli 80 del primo anno ai 160 in quest'ultimo anno. Come ho già detto, è un cammino che dura quattro anni. Poi ci sono anche coloro che, pur essendo già battezzati, si preparano all'Eucaristia e alla Cresima.

La maggiore soddisfazione?

Certamente il fatto che la gente considera noi missionari come coloro che fanno conoscere e amare il vangelo. Un'altra cosa che mi riempie di gioia è vedere queste comunità ecclesiali che si riuniscono ben due volte la settimana. La prima volta per pregare e ascoltare il vangelo; la seconda volta per compiere un gesto di solidarietà in favore di chi soffre ed è nel bisogno.



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