Vai al contenuto principale
Condividi su

Giovanni Antonio Farina è ancora oggi attuale per il suo coraggio esemplare, il suo ardore profetico e la sua “intelligenza della carità”. Nato a Gambellara (VI) l’11 gennaio 1803, da bambino viene affidato alla cura dello zio paterno, don Antonio, uomo di profonda fede e di grande carità.

Il suo lungimirante impegno educativo

A quattordici anni Giovanni entra nel seminario diocesano di Vicenza, dove si distingue per i risultati eccellenti e la bontà d’animo. Ancora studente, riceve l’incarico di insegnare in seminario, rivelando quelle doti di educatore che sempre lo hanno distinto.

Il 14 gennaio 1827 è ordinato sacerdote e inviato come cappellano a San Pietro, una parrocchia di Vicenza abitata prevalentemente da gente di umili condizioni. Qui si rende conto di una realtà penosa: bambine e ragazze sono costrette a chiedere l’elemosina o a darsi alla prostituzione.

Egli individua nell’ignoranza una delle ragioni della deplorevole situazione che gravava sulla donna, dimostrando lungimiranza.

Nel 1831, si occupa quindi della scuola di Carità, che egli unisce alla Pia Opera di S. Dorotea. Nasce così una scuola rinnovata a servizio del​le classi sociali più svantaggiate, la prima scuola popolare femminile della città. L’11 novembre 1836 nasce a Vicenza l’istituto delle suore maestre di S. Dorotea figlie dei Sacri Cuori, a cui don Farina affida la scuola.

“Il vescovo dei poveri”

Nel 1850 don Farina è nominato vescovo di Treviso. Anche qui impiega tutte le sue forze, attuando un ampio programma di riforme e iniziative sociali. Cura la formazione dei seminaristi, si occupa del mantenimento di sacerdoti anziani e infermi, crea una vasta rete di beneficienza, tanto da essere chiamato “il vescovo dei poveri”.

Alla morte di mons. Cappellari, nel 1860, gli succede mons. Farina, che indìce subito il sinodo diocesano e compie la visita pastorale in tutta la diocesi. Ogni campo è investito dalla sua volontà riformatrice e dal suo slancio spirituale e caritativo per ben 28 anni. Continua a essere educatore e guida spirituale delle suore, ormai sparse in tutto il Veneto. Nel 1886 una grave malattia lo blocca nella sua attività. Muore il 4 marzo 1888.

Con santa Maria Bertilla

Giovanni Antonio Farina, uomo di carità, lascia alle sue figlie un’eredità meravigliosa: contemplazione e azione devono essere il motore che le spinge.

Beatificato il 4 novembre 2001, viene proclamato “santo” il 23 novembre 2014.

Una delle sue figlie ha vissuto in pienezza il carisma da lui trasmesso dedicandosi con carità eroica alla cura dei malati nell’ospedale di Treviso: suor Maria Bertilla Boscardin, proclamata “santa” nel 1961 da papa Giovanni XXIII.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 10115.57 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Marzo 2021
Siamo circa quindici donne che, animate dall’entusiasmo missionario, desiderano rendere gli altri partecipi della gioia e delle certezze del messaggi…
Edizione di Luglio/agosto 2007
Dalla parte di insegnanti e studenti Pierre Kabeza è un insegnante congolese. Ha 43 anni ed è papà di sei figli. È una di quelle rare persone dell'A…
Edizione di Ottobre 2023
Scrivo da Scano Montiferro, paese di origine di p. Giovanni Pes, missionario saveriano tornato alla casa del Padre nel 2008. Ho letto su questo giorn…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito