L’incontro dei popoli indigeni
Si sono riuniti a Tabatinga, in Amazzonia, dal 7 al 10 luglio, 91 leader dei popoli indigeni. L’obiettivo era elaborare insieme una strategia concreta per difendere l’Amazzonia. Erano presenti professori universitari, rappresentanti di numerosi popoli indigeni, del Consiglio indigenista missionario, di congregazioni religiose e delle diocesi (Alto Solimoes e triplice frontiera tra Colombia, Perù e Brasile).
È stata molto positiva anche la presenza di alcuni vescovi, tra i quali il saveriano mons. Adolfo Zon Pereira. Il confronto si è sviluppato intorno ad alcuni temi cruciali: il territorio, la cultura, la scuola indigena, le problematiche che nascono nelle aree di frontiera tra i tre Stati.
C’è stata una condivisione delle diverse spiritualità ed esperienze religiose. All’inizio, è stata analizzata la realtà (sociale, culturale, religiosa), per rispondere alle enormi sfide socio-ambientali.
Il desiderio è di rafforzare la relazione della chiesa con i popoli indigeni, minacciati da chi vuole impossessarsi delle loro terre e da altri gravi pericoli:
i mega-progetti (le centrali idroeletttriche che causano l’allagamento dei territori), lo sfruttamento economico, le strade, l’industria estrattiva, lo sfruttamento di gas, petrolio, legna, la distruzione della foresta, le monocolture, gli allevamenti di bestiame, il narcotraffico...







