L’incontro con i famigliari… Ospite: il nuovo superiore generale
Domenica 26 maggio abbiamo avuto il tradizionale incontro con i famigliari dei missionari saveriani e diocesani di Forlì. Era presente l'attuale nuovo superiore generale, p. Luigi Menegazzo, allora ancora ‘vice'... Nell'incontro del mattino p. Luigi ha ricordato l'inizio dell'assemblea generale dei saveriani che ha portato alla sua elezione per i prossimi sei anni.
Domande e risposte sagge
Padre Luigi in seguito ha risposto ad alcune domande.
Chi è il missionario? In giapponese - scrive il romagnolo p. Pio Pasini al neoeletto - si usano tre ideogrammi che lo indicano come un araldo che proclama l'editto imperiale.
Quale saveriano vogliamo? La formazione dei giovani aspiranti missionari nei noviziati d'Africa, Asia e America latina con caratteri umani equilibrati e perseveranti richiede studi teologici e spirituali approfonditi.
Quale missionario è necessario oggi? Il missionario spesso svolge il suo compito in situazioni critiche; ciò richiede la capacità di non perdersi d'animo nelle avversità.
Modi e stili di fare il missionario oggi. Padre Luigi ricordava che quando faceva la valigia per partire in Giappone, sua mamma gli diceva di portare la corona del rosario, cioè lo spirito di fede e preghiera. Non a caso, nel museo Nyoko-do di Nagasaki, allestito dal dottor Paolo Nagai nella sua abitazione per le vittime dello scoppio della bomba atomica, ha voluto la corona del rosario di sua moglie Maria Midori, una delle tante vittime.
Suor Ombretta e il servizio agli ultimi
Nel pomeriggio, ho incontrato i genitori di suor Ombretta Neri del movimento contemplativo missionario "Charles de Foucauld", che dal 2002svolge la sua missione a Khulna, in Bangladesh. Con Ombretta, anche medici e infermieri delle Asl di Forlì e Cesena hanno svolto una missione umanitaria sanitaria ausiliare: hanno visitato donne e bambini negli slum nelle baracche di Khulna, oltre a rifornire i missionari di farmaci e di generi di prima utilità.
In Bangladesh l'assistenza medica è a pagamento. Anche a Khulna, i malati gravi sono in aumento e quando si rivolgono all'ospedale a volte sono già senza speranza. L'unico conforto viene proprio dalle suore missionarie e dai volontari laici che nel loro percorso quotidiano di visita ai poveri pazienti degli "slum", leniscono i dolori con farmaci, spesso introvabili da quelle parti anche per l'ostruzionismo delle multinazionali farmaceutiche.








