L'icona della missione: Saulo, Lo specchio rotto
LA PAROLA
Saulo, sempre fremente contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati a Damasco. E avvenne che, mentre era in viaggio verso Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: "Saulo, perché mi perseguiti?". Rispose: "Chi sei, o Signore?". E la voce: "Io sono Gesù, che tu perseguiti! Alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare". Atti 9, 1-6
Luca ci racconta il fatto tre volte nel libro degli Atti; ma non è che per questo ne capiamo molto di più. Ti vediamo cadere, colpito da una luce più forte del sole di mezzogiorno sulle strade di Siria, raggiunto da una voce, che non accusa, ma domanda: “Perché mi perseguiti?”.
Sei entrato a Damasco diversamente da come avevi previsto: incerto e condotto per mano, per aspettare al buio e in digiuno la visita di un fratello che non conoscevi ancora. Poi hai riavuto la vista, sei stato battezzato e illuminato sulla missione da compiere.
Questi sono i fatti. Ma dentro che senso hanno? Perché a noi pare che l’essenziale della vicenda sia avvenuto dentro.
Tu sei il capofila della gente come noi, arrivata dopo all’appuntamento di Gesù Cristo con la storia e che perciò deve vivere di ascolto, di fede, di attesa. Tu sei sulla soglia, tra chi ha conosciuto personalmente Gesù e chi invece l'ha conosciuto per la testimonianza di altri. Perché tu ne hai udito la voce, forse in qualche modo l’hai visto. È stato un attimo, ma è bastato ad accendere in te quella perenne nostalgia di lui che ti faceva desiderare di lasciare questo mondo, se non fosse per la missione che egli ti aveva affidato.
Convertito. Ci piacerebbe capire quello che ti è successo, perché noi crediamo di essere naturalmente cristiani e non ci è mai capitato di fare il grande salto. A dire il vero, forse siamo giunti a un compromesso che ci fa essere vecchi e nuovi allo stesso tempo. Facciamo il presepe, ma inveiamo contro i Gesù Cristi che cercano di nascere a una vita più umana sulle nostre spiagge.
Ragioniamo di opportunità o meno della guerra, ma in fondo siamo solo campioni di buon senso. Siamo sempre per le soluzioni morbide: per evitare i conflitti, per mettere insieme vecchio e nuovo, in modo indolore.
Il crollo. Tu quel giorno l’hai perso il senno. Per questo quella tua caduta c’interessa. Dev’esserti crollato qualcosa dentro, che fino allora era alla base della tua vita. Dev’essere stato come accorgersi in un istante che la moneta, accumulata fra le mani, è moneta falsa, spazzatura. E ti sei trovato come una persona rinata, fondata su basi nuove. E tutto questo non a conclusione di un ragionamento, ma di botto, al momento imprevisto, come di fronte a un ospite che sapeva lui solo l'ora dell'appuntamento.
Che cosa è crollato dentro di te?
Forse s’è rotto quello specchio davanti al quale, giorno dopo giorno, curavi la tua immagine. Quella lunga tensione a essere perfetto, conforme alla legge, anzi, più zelante di tutti. Qualcuno ha frantumato lo specchio e ti si è parato davanti: Gesù Cristo, morto crocifisso per amore tuo. Di colpo sei passato dall’esistere per te all’esistere per lui, al vivere slanciato verso di lui, come fa colui che ama.
Il salto. E hai capito una cosa in più, straordinaria: che quei cristiani che tu perseguitavi erano il “mi” di colui che ti diceva “Perché mi perseguiti?”. Hai imparato che la carne del Figlio di Dio era la carne di ogni essere umano che incontravi. Hai fatto il grande salto: da lui al suo corpo, amati con un unico amore.
Paolo, tu hai celebrato la grande eucaristia delle genti, divenute, per la tua parola annunciata e la loro fede obbediente, offerta viva a lode del Padre. Non lasciarci in pace quando, come chiesa, viviamo un amore sbiadito, un amore separato; quando immersi nel sociale perdiamo Cristo e, illudendoci di essere immersi in Cristo, perdiamo il mondo.
Chiedi anche per noi una provvidenziale caduta.







