Il quadernetto della mia vita
Tra le scartoffie che conservo gelosamente ho ripescato un quadernetto che ha 50 anni di vita e si riferisce all’epoca della mia ordinazione sacerdotale. Non l’avevo più riletto. A settembre ho compiuto 75 anni di età e a ottobre il 50° di sacerdozio; così la curiosità mi ha spinto a riprenderlo in mano.
Un entusiasmo spezzato
Il quadernetto documenta il corso del mese ignaziano fatto a S. Mauro Torinese insieme agli altri miei compagni di ordinazione (eravamo 25) nel 1964. Vi ritrovo gli appunti presi e le riflessioni suscitate dall’ascolto della parola di Dio.
Scorrendo quelle pagine, mi accorgo che la freschezza e l’entusiasmo degli anni giovanili subiva un improvviso arresto. Infatti, mi era giunta la notizia che mia madre, sofferente di cuore da anni, si era improvvisamente aggravata e stava per morire. Lasciai subito Torino e arrivai a Duronia (CB) giusto in tempo per riabbracciare la mamma, che mi riconobbe e spirò nella notte tra il 14 e il 15 settembre.
Tornato a Parma, ripresi in mano il quadernetto per lasciarvi una nota di riflessione su quell’evento che mi aveva così profondamente segnato.
Ricamo della sapienza di Dio
“Dal 13 settembre mi hai tolto la penna dalle mani e hai voluto scrivere Tu il diario della tua visita… Hai voluto privarmi delle personeche con maggiore ansia hanno atteso questo giorno: l’anno scorso la nonna e, alla vigilia della mia ordinazione, ti sei portata con Te la mamma…
Tu vuoi la vita per la morte e l’hai chiesta a mamma e anche a me. È stata un ricamo della Tua Sapienza come lo sono le tue visite senza che io ne faccia scoperta.
Ora mi si profila, per la porta che Tu mi apri domani, la mia missione di prete missionario. Ti raccolgo tutti i sentimenti di questi 13 anni perché insieme possano far sentire la mia voce. Le ingratitudini, i tradimenti sono certo più numerosi, ma Tu li hai coperti con il manto della tua misericordia e sono diventati anch’essi argomento del tuo amore per me…”.
In un’oasi di silenzio
Per rivivere l’evento della mia ordinazione sacerdotale, a ottobre sono stato in un asram (oasi) nel nord del Bangladesh, chiamato “Regina del Rosario”. Nella quiete e nel silenzio, ho avuto modo di riflettere e pregare.
Sono tanti i motivi per ringraziare il Signore e voi, amici, che in tutti questi anni mi siete stati vicini e avete reso possibile la mia missione tra i fuori-casta.
Anche voi avrete un ricordo per me nella vostra preghiera, perché possa spendere con gioia e piena dedizione il resto dei miei anni, annunciando tra gli ultimi il vangelo del regno.








