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L’icona della missione: Il mio Dialogo con Saffira

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Perché sei stata complice del marito?

Leggendo il racconto di Atti 5,1-11, abbiamo la sorpresa di trovare il nome di una donna: Saffira, sposa di Anania. Di questa coppia non abbiamo altre notizie. L’unica notizia è che avevano una proprietà e decisero di venderla e portare il ricavato a Pietro. Mi sorprende il fatto che Anania chieda il consenso di Saffira e decida di trattenere una parte dei soldi, con la sua connivenza.

Così è nato in me il desiderio di parlare con questa donna, che ha l’amore e il rispetto del marito ed è consultata prima di vendere i beni.

"Cara Saffira, la relazione così bella che avevi con tuo marito mi ha reso felice.

Molti uomini del tuo tempo - come anche del mio tempo -, non consultano la moglie negli affari. Penso che proprio questo vostro bel rapporto vi abbia preparati ad accogliere la novità che stava nascendo a Gerusalemme. I discepoli e le discepole, dopo un po' di smarrimento, avevano iniziato qualcosa di nuovo. Dicevano: "Gesù vive!". Il dono dello Spirito li aveva resi forti e nelle case osavano creare relazioni nuove: erano allegri e fiduciosi; facevano memoria di Gesù con la frazione del pane; imparavano a conpidere tutto e fra loro non c’erano bisognosi.

Questa notizia vi aveva rallegrato e avevate cominciato a sognare tempi nuovi. Avevate ascoltato che alcuni avevano venduto i loro beni portando il ricavato agli apostoli. Il progetto della casa - che oggi chiamiamo progetto della comunità - vi aveva entusiasmato e Anania ti aveva fatto la proposta di vendere il vostro campo.

 

Ti vedo: gli occhi brillano, l’entusiasmo ti scalda il cuore e... accetti subito. Noi donne siamo molto generose! Il sogno di nuove relazioni si stava realizzando: non più povertà e discriminazione, ma uguaglianza in tutti i sensi. Non più poveri e discriminati, ma eguali in tutti i sensi.

Permetti una domanda: Saffira, perché avete nascosto una parte dei soldi? Perché avete detto che era tutto? Cos'è successo? Questa questione mi angustia: la menzogna ha causato la vostra morte! Eravate preoccupati per il vostro futuro? Avevate paura di patire la fame? Vi capisco: la comunità stava facendo i primi passi e temevate l’insuccesso. Rischiare sì, ma è meglio avere un margine di sicurezza!

Ma perché mentire? Nessuno vi avrebbe condannato! Non c’era la storia di essere uno migliore dell’altro. L'hai fatto perché amavi tanto tuo marito? Oppure, perché il costume di essere sottomessa al marito ti aveva tolto l’iniziativa?

Saffira, ti ammiro tanto, ma mi hai delusa. Delusa per l’opportunità che hai perduto. Avevi compreso la novità; con audacia avevi iniziato un cammino. Ma sei tornata sui tuoi passi; sei stata colpevole, connivente".

Saffira mi fa capire alcune cose.

La vendita della proprietà, fonte di sicurezza, avviene con il suo consenso. È il gesto di chi liberamente rinuncia alla propria sicurezza, a cui aveva diritto. Rinuncia e scommette sulla comunità; scommette nella conpisione solidale.

Non era una decisione facile. Saffira era riuscita a fare il passo. Perché retrocede? Perché consente a trattenere una parte del ricavato? L’iniziativa è di Anania, che chiede il consenso della moglie. Accettando di essere connivente, penta complice e co-autrice nell’azione. Sentiamo il silenzio dell'omissione; il silenzio di chi è d'accordo con un'azione che nasce nel cuore di Anania.

Dal cuore nasce l’agire. Il cuore è la sede degli affetti, della conoscenza, della decisione. Anania ha un cuore piso: vuole scommettere nel progetto di conpisione, ma allo stesso tempo ha paura. Non vuole impegnare il futuro. Scommettere sì, ma con precauzione.

Saffira conosce il cuore dello sposo. È complice per amore, o per sottomissione? Sottomessa al marito, fino a conpidere ciò in cui non credeva?

Domande che sono solo ipotesi. Ma ci fanno percepire il potenziale liberante del testo. Domande che fanno uscire Saffira dall’ombra di Anania. Domande che c’interrogano nei cammini della missione perché ci mettono davanti barriere, limiti, frontiere da superare. I cammini della missione ci sfidano e chiamano in causa la radicalità della Buona Notizia.

La missione ci parla di cuori aperti, di piedi capaci di saltare nel buio, per affrontare il nuovo, il totalmente nuovo.

Per continuare a riflettere

Leggi il testo (Atti 5, 1-11), marca i momenti in cui Saffira è protagonista.

● Secondo te, perché Saffira è complice?

● Quali paure e insicurezze ci portano a essere come Saffira e Anania?

● Qual è il nuovo che la missione ci sfida ad assumere?



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