L'Europa: La croce annuncia il vangelo
Annunciare il vangelo "sempre e dovunque" è stata la caratteristica di papa Wojtyla. L'occidente oggi ha un bisogno urgente di vangelo e la chiesa deve diventare missionaria e dedicarsi nuovamente al "primo annuncio".
Alla chiesa italiana: "È il tempo della missione"
All'imponente convegno ecclesiale di Palermo (20-24 novembre 1995) sul tema, "Il vangelo della carità per una nuova società in Italia", nei cinque "ambiti" prescelti per la riflessione, la missione era stata dimenticata (nonostante le proposte e proteste dei missionari). Prevaleva allora la "svolta ruiniana" del cosiddetto "progetto culturale", nel tentativo di conservare l'eredità cristiana nel confronto con la cultura diffusa.
È stato proprio Giovanni Paolo II ad aver riportato la missione al centro della chiesa italiana a convegno. Nel suo discorso (23 novembre) ha lanciato con grande coraggio una sfida tanto affascinante quanto sconvolgente: "Siamo qui per dare nuovo impulso all'evangelizzazione. Il nostro non è il tempo della semplice conservazione dell'esistente, ma della missione. È il tempo di proporre, di nuovo e prima di tutto, Gesù Cristo, il centro del vangelo. Ci spingono a ciò l'amore indiviso di Dio e dei fratelli, la passione per la verità, la simpatia e la solidarietà verso ogni persona che cerca Dio e che, comunque, è cercata da Lui... È a partire da qui che si può e si deve costruire nuova cultura. Questo è il principale contributo che, come cristiani, possiamo dare al rinnovamento della società in Italia".
È stata una sfida profetica e quanto mai attuale, a cui la chiesa italiana ha fatto e fa ancora fatica ad adeguarsi pastoralmente e a muoversi nella giusta direzione. Di passaggio, vale la pena ricordare che anche mons. Guido Conforti, 70 anni prima a Palermo, aveva rivolto l'appello sull'urgenza missionaria alla chiesa italiana riunita per il congresso Eucaristico (6 sett. 1924).
Altrettanto impressionante è la chiara percezione del papa sulla situazione italiana in generale: "Serpeggia un profondo disagio tra i cittadini, che si sentono moralmente sconcertati di fronte ai gravi e diffusi fenomeni di malcostume, mentre restano aperti seri interrogativi sull'equilibrio e sull'armonia tra i poteri dello Stato. In questo contesto diventa per molti difficile cogliere le superiori ragioni del bene comune e accettare i necessari sacrifici che esso domanda...".
Europa: una nuova evangelizzazione
La chiesa ha il dovere di annunciare sempre e dovunque il vangelo di cristo. Questa unica missione si è svolta in forme diverse e modi nuovi nel volgersi della storia. Per il tempo attuale, specialmente per l'Europa e l'Occidente, papa Wojtyla ha coniato un'espressione apposta: "nuova evangelizzazione". L'ha lanciata in Polonia, al santuario della Santa Croce di Mogila, il 9 giugno 1979.
"Anche se cambiano i tempi e al posto dei campi è sorto un complesso industriale, là dove s'innalza la croce, c'è il segno che è iniziata l'evangelizzazione. Una nuova croce innalzata è il segno che torna ad essere annunciato il vangelo. È iniziata una nuova evangelizzazione, quasi si trattasse di un secondo annuncio, anche se in realtà è sempre lo stesso".
"Nuova evangelizzazione" è il compito della chiesa oggi nelle nazioni di antica cristianizzazione. In Christifideles laici affermava: "Interi paesi e nazioni, dove la religione e la vita cristiana erano un tempo fiorenti, sono ora messi a dura prova e talvolta radicalmente trasformati dal continuo diffondersi di indifferentismo, secolarismo e ateismo. Il benessere economico e il consumismo ispirano e sostengono una vita vissuta «come se Dio non esistesse»... E anche la fede cristiana, se pure sopravvive in alcune sue manifestazioni tradizionali e ritualistiche, tende a essere sradicata dai momenti più significativi dell'esistenza...
Solo una nuova evangelizzazione può assicurare la crescita di una fede limpida e profonda, capace di fare di queste tradizioni una forza di autentica libertà. Certamente urge dovunque rifare il tessuto cristiano della società umana. Ma la condizione è che si rifaccia il tessuto cristiano delle stesse comunità ecclesiali che vivono in queste nazioni" (n. 34).
Da questa intuizione è nato il nuovo "pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione", istituito da papa Benedetto il 21 settembre 2010.








