L'angolo del silenzio: Impariamo dal gatto di casa
Sappiamo tutto del gatto come "atleta". Conosciamo meno le eccezionali misure di auto-terapia che il nostro scattante felino domestico pratica istintivamente ogni volta che si ammala. La cura del gatto è così efficace che, applicata, sarebbe vantaggiosa per tutti gli animali, ...uomo compreso.
Infatti, in base all'esperienza, è noto che il gatto malato, in situazione di emergenza fisica, mostra una capacità di recupero sorprendente e veloce. Si dice che "il gatto guarisce presto perchè ha sette vite". Non è vero!
Guarisce grazie al metodo rigoroso e intelligente con il quale cura se stesso.
Massimo auto controllo
La terapia con cui il gatto malato si cura mi ha sempre incuriosito. Quando ero ragazzo, in un ambiente di aperta campagna, ho potuto osservare in casa mia un gatto ferito alle gambe. Sembrava che dovesse morire da un momento all'altro. Invece, dopo pochi giorni l'ho rivisto muoversi dal suo letargo e in grado di camminare. Il fatto mi ha stupito e mi ha spinto, fin da allora, ad approfondire il problema.
Poi, osservando altri casi di gatti feriti gravemente, è emersa abbastanza chiara la definizione segreta della loro cura. Tutto sembra consistere nell'enorme potenziale di auto controllo che ha il felino durante la malattia: economizza ogni caloria ed energia per convogliarla in favore della parte malata.
La cura produce un efficace e veloce recupero fisico perché il felino, appena si ammala, ha la capacità reale di perdere momentaneamente la dimensione del tempo e dello spazio. Si cala subito nel riposo e nell'oblio di sé, con un'ammirabile compostezza. Riesce a voltar pagina, interrompendo lo stress quotidiano delle sue normali abitudini esteriori, finché la sua terapia intensiva non gli restituisce, rigenerate, tutte le parti lese del suo corpo.
Aver cura di se stessi
Chi ha insegnato al gatto questi accorgimenti curativi? È un mistero della natura. Il gatto non fa come qualcuno di noi umani che, ammalatosi, non sa sottrarsi alla schiavitù delle sue occupazioni quotidiane. Noi, invece di riposare accettando i limiti della nostra natura, pretendiamo di forzarla, rimanendo attaccati oltre il lecito alle nostre abituali attività e fatiche. Pur davanti all'evidenza dei fatti, cerchiamo di insistere e strafare, dicendo: "Perchè proprio adesso? Non posso abbandonare il lavoro per curarmi... Devo resistere..., devo arrivare..., devo fare...".
Così facendo, molti di noi si sono tirati la zappa sui piedi peggiorando la situazione, tanto da essere costretti a soccombere e abbandonare per sempre il lavoro, con il doppio rimpianto di non aver fatto, a tempo dovuto, la... cura del gatto.
Manuale della terapia
Ecco un semplice manuale terapeutico del nostro caro felino domestico:
1. Appena cade ammalato, sa passare subito dalla massima attività a un riposo equilibrato; evita di sprecare calorie durante tutto il tempo della cura.
2. Sa accettare i suoi limiti con realismo; rinuncia e dimentica (non per pigrizia né per esagerato protezionismo) la passione della caccia, i salti e perfino il cibo.
3. Senza innervosirsi, resta rigorosamente in un angolino, aspettando tempi migliori.
4. Controlla il suo frenetico istinto di movimento e usa tutte le auto difese per sottoporsi, momento per momento, al sistema curativo.
5. Non si preoccupa più di niente e di nessuno; non gira nemmeno la testa; se ti avvicini, ti guarda con la coda dell'occhio. In lui tutto è programmato istintivamente per risparmiare e recuperare il massimo di energie in favore della propria salute.
In conclusione, voglio solo dire... Per non cadere in trappola e dover fare la fine del topolino, ...imitate la cura del gatto!








