L’amore è cammino paziente
Un sole tiepido asciuga l’atmosfera nel giorno di san Valentino, dopo tanta pioggia e cieli grigi, mentre nei mass media è tutto un pullulare di cuori, baci, canzoni e auguri agli “innamorati”. Se il mondo e la vita avessero tutto questo miele e zucchero, forse saremmo migliori: magari un po’ diabetici, ma più felici e positivi verso noi stessi e gli altri.
L’amore è, al di là delle occasioni commerciali, un argomento che fa discutere, riflettere e dividere. L’amore è per sempre, l’amore è eterno finché dura, l’amore non è l’innamoramento, l’amore cambia, l’amore è dinamico, l’amore ha mille ostacoli, l’amore non ha età,
l’amore è un fiume in piena che travolge tutto, l’amore è passione, l’amore è consolazione, l’amore è sentirsi a casa, l’amore è qualità ma non quantità, l’amore è imprevedibile…
Si potrebbe continuare così all’infinito e riempire una pagina. Sono tutte affermazioni vere e discutibili allo stesso tempo. Anche san Paolo ha composto la sua lista parlando dell’amore, che lui chiama “carità” (cf. 1Cor 13, 4-8).
È bello pensare che l’amore ci cambi in meglio, che con più amore le persone che incontriamo, le relazioni che intraprendiamo siano un antidoto alla tristezza, alla depressione, al buio interiore. L’amore per la missione, l’amore per Dio, l’amore per una persona, per un lavoro, per un’attività dovrebbe essere il motore delle nostre azioni.
Non si possono nascondere difficoltà, delusioni, tradimenti; non si può nemmeno ignorare che oggi la parola “amore” è svilita, banalizzata, sprecata, abusata… Perché l’amore spesso è una montagna da scalare e non un oggetto da acquistare al centro commerciale, perché “amore e desiderio sono due cose distinte; non tutto ciò che si ama si desidera, né tutto ciò che si desidera si ama”, dice Miguel de Cervantes y Saavedra.
L’amore è un dono da fare a se stessi e da offrire agli altri.
Il poeta indiano Tagore scriveva: “Hai colorato i miei pensieri e i miei sogni con gli ultimi riflessi della tua gloria, Amore, trasfigurando la mia vita per la prossima bellezza della morte. Come il sole al tramonto ci lascia intravedere un angolo di cielo, hai mutato il mio dolore in gioia immensa. Per incanto, Amore, vita e morte sono diventate per me la stessa grande meraviglia”.
Chissà cosa avranno provato i 25mila fidanzati, provenienti da oltre trenta nazioni nel mondo, accolti per una speciale udienza in piazza San Pietro da papa Francesco venerdì 14 febbraio. Sono ancora le sue parole a insegnare qualcosa a chi ha deciso di intraprendere insieme un viaggio unico e impegnativo.
“Molti hanno paura di scelte definitive; è una paura generale propria della nostra cultura. Questa mentalità porta a dire che si sta insieme finché dura l'amore. Ma l'amore, se ha basi solide, cresce come una casa che si costruisce assieme. ‘Per sempre’ non è solo una questione di durata, ma è importante la qualità; un matrimonio non riesce solo se dura. L'amore è un cammino paziente, che non finisce quando vi siete conquistati l'uno con l'altro.
Questo cammino ha delle regole che si possono riassumere in tre parole: permesso, grazie e scusa. Non esiste una famiglia perfetta (nemmeno la suocera!); esistiamo noi peccatori.
Vivere con cortesia e nel rispetto è il segreto per costruire la vita insieme; bisogna entrare con cortesia nella vita degli altri. A volte, invece, si usano maniere un po' pesanti, come certi scarponi da montagna!”.







