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Visitando la delegata missionaria Maddalena, costretta in casa da vari acciacchi, ho rivisto l'album con le foto del campeggio sul lago di Gusana con p. Filiberto Corvini e p. Ernesto Luviè. Era l'anno 1979. Il discorso è andato poi sulle attività svolte dalle delegate missionarie saveriane in quegli anni, ma che ora, per la salute o per l'età, non si possono più fare come ai tempi... della giovinezza. Del resto, il mito dell'eterna giovinezza non è ancora diventato realtà.

Ma non possiamo fermarci all'album delle foto, perché resteremmo prigionieri del rimpianto dei bei tempi passati. È solo l'album della storia della salvezza che ci fa superare i limiti del nostro esistere nel tempo e ci fa condividere la vita con Gesù risorto.

Le cose più preziose

Nella vita può arrivare anche il momento in cui non si può più uscire di casa o allontanarsi dal proprio paese, come scrive la signora Elsa di 90 anni: "Ho tanto desiderio di rivedervi. Quando penso alle giornate trascorse a Cagliari con tanta gioia per preparare materiale per le missioni, mi viene la nostalgia; purtroppo ora non posso più fare niente. Vi ricordo tutti i giorni nella preghiera". Grazie, signora Elsa, per le preghiere quotidiane, che ricambiamo.

Madre Teresa diceva: "Voglio che diate ciò che costa dare, voglio che diate con la volontà di condividere la sofferenza dei poveri". Nell'ultimo periodo della nostra esistenza abbiamo l'occasione di dare le cose più preziose, l'offerta di noi stessi come ha fatto santa Teresina e suor Gabriella Sagheddu: il dono delle sofferenze quotidiane.

L'apostolato della preghiera

 Dalla Francia, martoriata dalla rivoluzione e purificata dal sangue dei martiri, sono arrivati a noi il modello delle delegate missionarie di Paolina Jaricot e l'apostolato della preghiera unito alla devozione al Sacro Cuore di Gesù dei giovani studenti gesuiti, desiderosi di partire per le missioni. Il Costato trafitto è segno visibile dell'amore di Gesù che ha donato la sua vita al Padre, fino al sacrificio di se stesso per la salvezza dell'umanità.

Gesù invita ciascuno di noi a collaborare all'opera della redenzione con la preghiera e la sofferenza. Con la sofferenza e la preghiera noi partecipiamo alla redenzione di Gesù. L'apostolato della preghiera quotidiana ce lo ricorda: "Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, madre della chiesa, in unione al sacrificio eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno: in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre".

La missione del sacerdote

L'anno sacerdotale è dedicato al santo curato d'Ars Giovanni Vianney. Egli recitava la seguente preghiera per esprimere il suo amore verso Dio: "Vi amo, mio Dio, e il mio unico desiderio è di amarvi fino all'ultimo respiro della mia vita. Vi amo, o Dio infinitamente amabile, e desidero ardentemente morire amandovi, piuttosto che vivere un solo istante senza amarvi. Vi amo, Signore, e la sola grazia che vi chiedo è di amarvi in eterno. Mio Dio, se la mia lingua non può ripetere sempre che io vi amo, desidero che il mio cuore ve lo ripeta a ogni mio respiro. Vi amo, o mio divin Salvatore, perché siete stato crocifisso per me e perché mi tenete crocifisso quaggiù per voi. Mio Dio, fatemi la grazia di morire amandovi e sentendo che io vi amo".

La missione di ogni sacerdote è il sacrificio eucaristico e il servizio ecclesiale. Il documento conciliare Presbyterorum ordinis afferma: "Il sacrificio della croce, per mano dei presbiteri e in nome di tutta la chiesa, viene offerto nell'Eucaristia in modo incruento e sacramentale, fino al giorno della venuta del Signore".

Ecco, i santi hanno trasformato la via della sofferenza in via di salvezza per il mondo, attuando la missione della chiesa.



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