Skip to main content

Kwsahiorkor, strana malattia: Da Prà, pannelli solari per il Burundi

Condividi su

Ho conosciuto una storia che mi ha commosso. Una delle tante storie di generosità che avvengono ancora oggi nel mondo, ma di cui pochi parlano, di cui pochi sanno. Proprio per questo, voglio condividere con voi, cari amici e amiche dei missionari, almeno una parte della lunga lettera che suor Ottavia ha scritto dal Burundi a don Pietro, della parrocchia dell’Assunta di Prà, non lontano da Genova. La richiesta che suor Ottavia ha fatto, non per sé ma per i suoi piccoli “tesori”, ha trovato i cuori aperti della comunità cristiana di Prà.

Dalla missione di Busoro, in Burundi, suor Ottavia scrive: “Caro don Piero, abbiamo deciso di acquistare alcuni pannelli solari per la casa dei bambini malati di kwsahiorkor”.

Conseguenze della guerra

II progetto “kwashiorkor” era partito durante l’avvento del 2003. Nel gennaio del 2004 sono stati accolti a Busoro i primi ventitre bambini, che presto sono diventati trenta, il massimo della capienza della casa esistente. II più grande ha 15 anni; il più piccolo è un orfano di due mesi. Il kwashiorkor è una malattia sconosciuta in Italia, ma è frequente in Burundi e in Congo, paesi stremati da anni di guerre e guerriglie, tanto inutili quanto drammatiche. È una specie di pellagra.

A causa dell’insicurezza causata dalle continue “visite” dei saccheggiatori che hanno come slogan “assalta - ruba - brucia”, le famiglie hanno trascorso in casa giorni e notti nascoste al buio, o nei bananeti al freddo e alle intemperie. Questo ha provocato un indebolimento fisico molto forte, soprattutto nei bambini. Inoltre, era difficile trovare il cibo: la gente non riusciva a coltivare i campi con regolarità e il denaro si è esaurito presto. Anche quella poca roba recuperata in qualche modo, era impossibile portarla al mercato, a causa dei continui assalti. C’era da rimetterci la vita!

I sintomi della malattia

La mancanza di cibo ha portato a una denutrizione tale da trasformarsi in malattia. Si ammalano non solo i bambini, ma anche tanti adulti. I sintomi della malattia sono: perdita di appetito, gonfiore delle membra e rapido dimagrimento; la pelle da scura si fa rossiccia; i capelli diventano biondi e alla fine sopraggiunge la morte.

A Busoro c’è una missione dove lavorano le suore. Nei villaggi disseminati sulle colline circostanti vi erano più di 80 bambini malati di kwashiorkor. I bambini sono stati sottoposti a visite e ad analisi mediche per capire la malattia da cui sono affetti. Poi è iniziata la cura vera e propria che consiste nel somministrare il cibo in dosi controllate e nel riabituare i bambini a mangiare. Le suore controllano e sorvegliano, perché il deperimento è tale che i bambini non hanno più voglia nemmeno di mangiare! Finora dieci bambini sono tornati in famiglia “guariti”, anche se sono seguiti a distanza, perché non abbiano ricadute.

Accendiamo una luce!

Scrive suor Ottavia nella lettera: “Ora vorremo acquistare sei pannelli solari da installare nella casa dei bambini. Ci siamo rese conto dell’urgenza del problema. A Busoro, infatti, non esiste l’energia elettrica.

Nelle capanne e nelle casette di mattoni seccati al sole, la gente usa le lattine con stoppino a petrolio; chi può, compra le candele. Noi usiamo lampade a petrolio o candele; utilizziamo anche i resti dei ceri pasquali, tagliati a pezzi. Ma è veramente un problema dover continuamente accendere e spegnere i lumi quando i bambini stanno male. Se ogni stanza potesse avesse un po’ di luce, anche debole, le cose diventerebbero più semplici, per curare questi nostri piccoli tesori, malati di kwashiorkor”.

Il miracolo della solidarietà

La lettera allarmante di suor Ottavia, arrivata alla parrocchia dell’Assunta di Prà (Genova), ha trovato risposta nella sensibilità cristiana e missionaria di don Pietro e dei suoi generosi fedeli. L’ospedale di Busoro ha ricevuto la somma di 4.200,00 euro. Serviranno per collocare i pannelli solari, al posto dei lumini a petrolio e delle candele. La casa dei bambini e il centro medico saranno ben illuminati!

Ringraziamo questa comunità per questo bell’esempio di solidarietà. Esistono ancora tante persone al mondo, che sanno fare qualche sacrificio per dare un po’ di gioia e di speranza a coloro ai quali la vita ha riservato soltanto prove e sofferenze.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 10362.94 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Settembre 2006
Nel salutare tutti gli amici, soprattutto quelli che ho potuto incontrare e conoscere, ringrazio Dio per questo breve periodo trascorso nella comunit…
Edizione di Ottobre 2008
Da antica data, la parrocchia S. Antonio Abate di Sedegliano (UD) celebra la festa della Madonna di Lourdes nella seconda domenica di settembre. Ques…
Edizione di Ottobre 2007
Don Francesco Commissari è uno dei 14 sacerdoti “fidei donum” della Romagna. Dal Brasile ha accolto l’invito di parlarci della sua esperienza mission…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito