Skip to main content
Condividi su

La pista che portava a Katunga non era tutta praticabile. Il viaggio in auto spesso era ostacolato, impedito da enormi sassi alluvionali appuntiti, che sbarravano il sentiero di accesso al villaggio. Così quel giorno, sono stato costretto a fermare la jeep a cento metri dalla capanna dove Mawaso aspettava di essere trasportata all'ospedale con urgenza per partorire il suo bambino.

Un'andatura... stimolante

Le anziane del villaggio, per una superstizione di cui non ho potuto conoscere il motivo, stavano obbligando la partoriente a percorrere i cento metri che la separavano dalla mia auto, trascinandosi sui suoi stessi piedi. Vedendo questa penosa scena, intervengo subito d'autorità e impongo alle numerose donne che accompagnavano la paziente, di trasportarla di peso sulla jeep.

Per assistere la partoriente, salgono cinque donne tra quelle anziane del gruppo. Poi, lungo il tragitto, la bella sorpresa per tutti: probabilmente in seguito ai frequenti scossoni provenienti dal fondo dissestato della strada o forse il rumore e le vibrazioni della carrozzeria, hanno influito sul sistema nervoso di Mawaso. Fatto sta che le "vecchie" mi segnalano l'emergenza e mi impongono di fermarmi, perché il bambino stava per nascere.

È nato Kalimero

Mi fermo immediatamente e subito dopo, tra una confusione indescrivibile delle vecchie "matrone" sento il bambino che, con un pianto squillante, segnala la sua presenza tanto inattesa quanto gradita nella povera jeep ambulanza.

Le vecchie levatrici erano felicissime del lieto evento, e con loro anch'io lo ero, soprattutto nel constatare che tutto era andato bene. Ed ero contento anche nel vedere che la jeep, pur essendo la macchina più sgangherata del mondo, aveva avuto la sorte felice di diventare una straordinaria "sala da parto volante" grazie a quel bambino nato dieci minuti prima di poter arrivare all'ospedale.

Il piccolo, per il fatto d'essere nato per strada, è stato chiamato come tutti i bambini venuti alla luce in simili circostanze "Msafiri", che vuol dire: "Colui che è nato in viaggio". A me, invece, è venuto spontaneo chiamarlo con il soprannome di "Kalimero".

Le anziane molto soddisfatte, han voluto tornare subito a far festa al proprio villaggio, insieme alle altre mamme. Io le ho accompagnate con quella jeep sgangherata, suonando il clacson a tutta... festa.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2313.24 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Gennaio 2021
Oltre un milione e mezzo di decessi nel mondo, di cui 60mila in Italia. Più di 65 milioni di persone contagiate tra cui migliaia di medici che si amm…
Edizione di Marzo 2016
MISSIONI NOTIZIE Martiri senza tempo Yemen: non ce ne andiamo! “La popolazione amava le suore di Madre Teresa uccise a Aden, ammirava il loro modo…
Edizione di Dicembre 2013
L'8 ottobre 2008 una caduta mi ha provocato la rottura del femore, tre mesi prima del novantesimo compleanno. Cadevo proprio nel giorno fissato per i…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito