Jakarta: Novizi saveriani in Indonesia
Sono il primo indonesiano ad avere la grande responsabilità di "maestro" dei novizi, dovendo sostituire p. Bruno Orrù, grande "esperto" nella formazione dei giovani per ben tredici anni. Un laico amico mi ha detto: "Abbi fiducia in Gesù: è lui che forma i giovani a essere missionari". E così cerco di fare.
A Bintaro, un quartiere della grande Jakarta, con me lavora anche p. Daniele Cambielli, che segue i 21 giovani del primo anno, da poco arrivati. Io seguo gli 8 novizi, al loro secondo anno di formazione saveriana. In tutto vivono con noi 29 giovani. Per i lavori in comunità ci aiuta anche fr. Roberto Mancini, mentre p. Aniceto Morini ci accompagna offrendo a Dio la sua preghiera e sofferenza nella malattia.
Questi 29 giovani provengono da Flores, Timor, Sulawesi (Celebes), Jawa e uno anche dalle Mentawai. Vengono in maggioranza dalle isole orientali dell'Indonesia, dove non lavorano i saveriani. Hanno sentito parlare di loro da altre persone che li avevano conosciuti o che sono già diventati missionari, oppure leggendo la nostra rivista o vedendo i nostri filmati.
I giovani sanno che stanno attraversando un momento importante della loro formazione umana e spirituale: verificano le loro capacità e purificano le loro motivazioni per essere degni missionari. È un periodo di conoscenza reciproca: i saveriani cercano di conoscere i giovani e questi cercano di conoscere la congregazione, il Conforti e il Saverio, il carisma e la spiritualità...
Questi giovani guardano alla congregazione come a una famiglia e sono affascinati dallo stile fraterno e gioioso di vivere la missione. C'è un bel clima laborioso e allegro: vivono con gioia gli impegni di formazione e di preghiera, di lavoro e di apostolato. Questi sono buoni segni di una probabile chiamata alla vita consacrata e missionaria.








