Skip to main content
Condividi su

La marcia per la pace nelle vie di Ravenna, il 31 dicembre, è stata una bella iniziativa dell’ufficio pastorale del lavoro, di giustizia e pace, della custodia del Creato. Eravamo insieme ai cristiani ortodossi e ai musulmani, contro l’indifferenza. È stato un pellegrinaggio misericordioso lungo le vie della città, per annunciare la gioia del perdono e della riconciliazione.

Dalla cattedrale al carcere…

La marcia è iniziata dal giardino San Guido Conforti, davanti alla porta santa della cattedrale e della sede della Caritas, una via maestra per la pace. Lo scopo era superare l’indifferenza, con l’impegno di aprire i nostri occhi sulle miserie del mondo.

La seconda tappa è avvenuta alla casa circondariale, dove i carcerati, prendendo coscienza della devianza avvenuta nel passato, si preparano a inserirsi di nuovo nella società. Questo avviene grazie alla misericordia e al perdono del Padre. La detenzione deve favorire la finalità rieducativa con pene alternative di recupero e di reinserimento sociale. Essa offre infine alla persona nuove responsabilità nella vita sociale comune.

Opera santa Teresa e prefettura

La terza tappa si è svolta all’opera santa Teresa di don Lolli, che si occupa dei sofferenti attraverso la solidarietà e la relazione fraterna. È un centro della carità, dove si utilizzano i mezzi che la Provvidenza e la società suggeriscono per poter alleviare le pene di poveri, anziani e sofferenti.

La quarta tappa è avvenuta in prefettura, dove già si preparava l’orchestra per l’ultimo dell’anno. Il prefetto ha fatto un tratto di marcia con il vescovo, il sindaco e i vari rappresentati religiosi, fin davanti al suo palazzo. Ha invitato a superare la corruzione, al fine di creare nuove relazioni umane. Si è rivolto, in particolare, agli amministratori delle città e delle province, affinché abbiano a cuore la salvaguardia del bene comune. 

La chiesa ortodossa di san Giorgio

La chiesa ortodossa rumena di San Giorgio, nella basilica dello Spirito Santo per il dialogo ecumenico tra i cristiani e le altre religioni, era il luogo della quinta tappa. Incontrarsi serve per renderci più aperti al dialogo, conoscerci meglio ed eliminare ogni forma di chiusura e disprezzo. Non solo, ma anche per espellere ogni atteggiamento di violenza e discriminazione.

Abbiamo ricordato il centro culturale islamico della moschea alle Bassette, nella periferia lontana dal centro storico della città. La misericordia deve andare oltre i confini della propria chiesa, sinagoga e moschea.

Maria, porto sicuro per tutti

L’ultima tappa si è svolta sul piazzale davanti alla Basilica di Santa Maria in Porto, dove si venera la Madonna greca arrivata sulla spiaggia del litorale ravennate da Costantinopoli. Maria, la Madre della Misericordia, è il porto sicuro che accoglie tutti coloro che arrivano dopo il cammino della vita. Per i cattolici, dopo la marcia della pace è seguita l’apertura della porta santa del santuario mariano. Qui abbiamo cantato il Te Deum di ringraziamento per la fine dell’anno.

Quest’anno giubilare sia vissuto nella misericordia e possa favorire l’incontro con le persone e i problemi delle cinque tappe della marcia, illuminati dai brani letti della misericordiae vultus di papa Francesco e il suo messaggio per la giornata mondiale della pace 2016. La marcia è stata un percorso che ci indica la strada per fare misericordia.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2154.61 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Agosto/settembre 2021
Sono rimasto folgorato dal pensiero di un affermato scrittore-filosofo sudcoreano, Byung- Chul-Han, che così si è espresso: "Trovo che gli esseri uma…
Edizione di Giugno/luglio 2016
Il Gruppo missionario giovani di Lonigo è nato nel 2005 da un’idea di un’amica, Edita Franjic, che voleva far conoscere meglio i missionari alla comu…
Edizione di Giugno 2006
Un giorno ero nel parco di Montecchio. Vicino a me giocava una bambina di otto-nove anni con la camicia gialla. “Come ti chiami?”, le chiedo. “Irina”…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito