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Cari amici, mi ritrovo a Kasongo e mi rendo conto che non mi sono più fatto vivo. Qui siamo in savana alberata, limitrofe alla foresta, piove per sette-otto mesi l’anno e poi c’è la stagione secca.

Kasongo è un agglomerato di circa 60mila abitanti, il 70%, dei quali è musulmano. Sono molto tolleranti e buoni, anche se molti giovani vorrebbero lasciare l’islam. Le famiglie si oppongono, fino a minacciarli con maledizioni varie e allora hanno tanta paura! Tempo fa sono arrivati qui dalla Tanzania alcuni predicatori itineranti jiahadisti, invitati subito ad andarsene. Purtroppo altrove trovano accoglienza e la zizzania si propaga.

I diritti non sono ancora un valore

Kasongo è anche diocesi. La nostra parrocchia, Ngene, è più in periferia. La missione ha ultimato la costruzione della chiesa, inaugurata a marzo, come potete leggere a pagina 7. Gli abitanti vivono quasi tutti di agricoltura, altri sono commercianti e altri ancora sono funzionari dello stato. Industrie non ce ne sono. I giovani un po’ capaci cercano, se possono, di andarsene in città (per gli studi o per lavoro) e anche all’estero. In Congo RD, i diritti non sono ancora un valore e tantomeno i doveri.

Ho cercato di inserirmi in una scuola superiore per l’insegnamento della religione. Penso sia importante aiutare i giovani ad alzare un po’ lo sguardo verso altri orizzonti e realtà che sfuggono loro.

Una corsa ad ostacoli

Avevo anche intenzione di iniziare qualche corso di informatica e di procurare alcuni libri di testo per l’insegnamento, visto che qui non esistono. Farli arrivare da Kinshasa è costoso. Per arrivare qui ci sono due strade: una dal capoluogo di regione, Kindu, (dove c’è l’aeroporto) distante 230 chilometri, e una da Bukavu, capoluogo del Kivu, distante 650 chilometri. Sono strade belle ma con molte barriere, dossi e pedaggi da pagare che fanno perdere tanto tempo e pazienza.

Abbiamo due antenne telefoniche private, che ci tengono in contatto con il mondo. Fanno sempre i capricci e le comunicazioni raramente sono buone. Funzionano a gasolio, 24 ore su 24. Abbiamo anche la possibilità di avere internet attraverso la rete telefonica. Uso spesso whatsapp, molto pratico, che funziona quando vuole, ma funziona.

Non mi resta che augurarvi una serena e riposante estate e, come dice Papa Francesco, non lasciamoci rubare la speranza, e sforziamoci di far crescere la misericordia in noi e attorno a noi, collaborando nel miracolo della pace.



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