Il viaggio nelle Filippine
Sto vivendo un anno importante! Ho iniziato il cammino per diventare saveriano, dopo alcuni anni di discernimento con i saveriani di Salerno, mia città natale. Da qualche mese mi sono trasferito ad Ancona per continuare la formazione e poi il noviziato.
Ma c'è un'altra esperienza di cui voglio parlare: la visita alla missione saveriana nelle Filippine. Eravamo quattro giovani, guidati da p. Simone: tre salernitani e una ragazza sarda. Partiti il 10 agosto, siamo andati davvero verso gli "estremi confini della terra". A Manila ci hanno accolti p. Eugenio Pulcini e gli studenti saveriani di teologia.
La vita non è finita
Dopo aver visitato le parrocchie e le comunità saveriane nella "Grande Manila", ci siamo spostati nella baraccopoli di Marikina, ospiti di p. Emanuele Borelli: una personalità davvero frizzante e vulcanica, che dona tanto a questa gente che cerca e trova in Cristo la speranza per andare avanti.
La zona era stata inondata, dopo undici giorni di pioggia ininterrotta. L'area era invasa da spazzatura e da resti di baracche trasportati dalla piena. La gente era dedita a ripulire le strade, ad asciugare al sole vestiario e materassi... Mi ha colpito la loro forza: lavorare insieme per il bene di tutti e per continuare ad andare avanti, perché la vita non è finita!
Abbiamo visitato anche il carcere di Montinlupa, dove abbiamo servito il pranzo ai malati e celebrato la Messa. I malati erano divisi in "reparti", che chiamerei "gabbie", perché in ogni "reparto" erano ammucchiate fino a 300 persone in condizioni disumane. Mi sono commosso quando p. Simone ha distribuito la santa Comunione a quei figli di Dio dimenticati dalla società.
La gioia in tutte le cose
Abbiamo viaggiato anche verso il sud delle Filippine fino alla città di Zamboanga, nell'isola di Mindanao, l'unica zona a maggioranza musulmana nel Paese. Siamo stati accolti da p. Sebastiano D'Ambra, missionario del Pime, nel centro di dialogo interreligioso "Silsilah". È stata una vera boccata di ossigeno e di speranza.
Abbiamo visitato scuole dove bambini cristiani e musulmani studiano, giocano, mangiano e pregano insieme. Abbiamo visto lavoratori cristiani e musulmani condividere le fatiche di un'intera giornata di lavoro. Abbiamo saputo che ogni anno, per un mese, un musulmano va a vivere in una casa cristiana e un cristiano in una casa musulmana!
Ci sarebbe molto altro da raccontare, ma ci tengo a sottolineare quello che il popolo filippino in questi venti giorni di visita ci ha regalato: la gioia in tutte le cose!
E i filippini sono stati in grado di trasmetterla anche a noi visitatori stranieri.








