Il viaggio di nozze al sud... Uno sguardo dal basso in alto
La nostra luna di miele è iniziata sei mesi prima del matrimonio, quando in agenzia abbiamo scelto la meta del viaggio di nozze. La rotta stabilita ha portato me e Sabrina - sposi il 13 ottobre - nel profondo sud, che più sud quasi non ce n'è: il Sudafrica.
"Il mondo in uno stato"
Siamo stati turisti a spasso nella nazione che l'indimenticabile presidente Mandela ha definito, "il mondo in uno stato". Ed è proprio così! Ce ne siamo resi conto passando dall'oceano della ventosa Città del Capo, alla brulicante Johannesburg, senza dimenticare la calda ed elegante Pretoria. Altitudine, paesaggi, coltivazioni, modi di vivere e vestire cambiavano in pochi chilometri: al sud balene e pinguini; a nord, nelle riserve dell'immenso parco Kruger, leoni, giraffe ed elefanti. Il "vecchio" Madiba ha proprio ragione!
Ci hanno seguito due ottime guide di lingua italiana che per la loro storia, preparazione e disponibilità valevano da sole la ‘fatica' delle tante ore di aereo. Ci hanno spiegato la storia incredibile di una nazione che è un insieme di popoli, la corsa all'oro, la ricchezza del sottosuolo, la scelta inconcepibile dell'apartheid, la rinascita e le difficoltà attuali dovute alla crisi mondiale, oltre che a una politica poco illuminata, concentrata attorno agli interessi di pochi. Dovessi definire questo Paese con un aggettivo mi viene in mente solo... "sorprendente!".
Tra colori e incontri
Tanti missionari raccontano dei colori dell'Africa e le fotografie che abbiamo nell'archivio di "Missionari Saveriani" lo confermano. Finalmente, anche noi abbiamo toccato e visto il rosso della terra, i volti diversi dei suoi abitanti, il verde di foreste e montagne, il giallo dei minerali preziosi. Finalmente, siamo... entrati in quelle fotografie. Certo, niente a che vedere con le immense povertà dell'Africa centrale, ma i profumi, le atmosfere, la gente sulla strada e le donne con la frutta in testa, ci hanno fatto sentire davvero nel continente nero.
Il viaggio è anche incontro. E Sabrina ed io in una settimana di incontri ne abbiamo fatti tanti. Prima di tutto, con le altre otto coppie di "sposini" che condividevano con noi questo viaggio. Subito si è formato un gruppo affiatato. Durante i pasti, sul pullman, nelle landrover con i ranger, ognuno cercava di aiutare l'altro come una squadra. Ho pensato che se il nostro Paese avesse tutta questa solidarietà umana, forse le cose andrebbero meglio. E poi sarà difficile dimenticare la sera a Shishangeni quando il personale del lodge in mezzo alla savana ci ha regalato uno spettacolo di musiche e danze locali, attorno al fuoco, come fossimo ospiti della festa di una vera tribù.








