Il vescovo minacciato dell'Amazzonia, La visita di mons. Giovenale
È stata veramente gradita la visita alla nostra comunità di mons. Flavio Giovenale, vescovo di Abaetetuba, nel cuore dell'Amazzonia brasiliana. Abbiamo potuto incontrare un vescovo dinamico e amico dei giovani: in questo, è un verosalesiano!
Nel Friuli, molte persone lo conoscono, specialmente i giovani che sono andati nella sua diocesi per una breve esperienza missionaria. Abbiamo vissuto con lui una bella serata. Ci ha aggiornato su quello che succede nella sua grande diocesi, vicino al delta del rio degli Amazzoni.
La diocesi dei saveriani
All'inizio questa diocesi era stata affidata ai missionari saveriani. I primi vescovi sono stati i saveriani mons. Gianni Gazza e mons. Angelo Frosi. Qui hanno lavorato anche due saveriani friulani: p. Ermanno Ferro di Mortegliano e io stesso, che vivo nella casa di Udine, ma con un piede sempre pronto per tornare in Amazzonia.
Abbiamo saputo che mons. Flavio è minacciato di morte assieme ad altri due vescovi che lavorano nello stato del Parà, al nord del Brasile. Ecco uno stralcio di un'intervista che egli ha rilasciato quando è stato chiamato a Brasilia, presso il ministero della giustizia nel maggio scorso. Tutto è nato dal fatto che da alcuni anni lui ha smosso le acque della corruzione dei poliziotti che hanno a che fare con lo spaccio di droga nella città di Abaetetuba.
Un giornalista aveva affermato che a difesa dell'Amazzonia una forte critica è portata avanti da religiosi chiamati "incendiari". Ecco come ha risposto il nostro vescovo.
Chi sono i veri "incendiari"
"La gente ha il diritto di organizzarsi e di difendersi. Qual'era l'arma che usava suor Dorothy, con più di 70 anni, uccisa per ordine di un fazendeiro? Lei usava la Bibbia e la legalità attraverso gli organi del governo. Qual è l'arma che usano i fazendeiro? Loro usano i revolver, le minacce, la morte, la corruzione. Allora, chi è il vero incendiario? Forse il vigile del fuoco che si butta nelle fiamme per spegnerle, per salvare vite, correndo anche dei rischi, o chi accende il fuoco?
In pratica, invece, succede che le vittime sono accusate di essere sovversive. Coloro che agitano sono incendiari, e non quelli che dicono, «queste popolazioni lavorano qui da 200 anni, ma non hanno ancora il titolo di proprietà della terra». Cerchiamo, allora, di fare in modo che possano regolarizzare questa proprietà.
Quando si difendono i poveri si è accusati di essere incendiari; quando si difendono i ricchi, allora siamo buoni amici... I grandi possono fare tutto quello che vogliono, e va tutto bene. Se essere incendiario è essere a favore della legge e dei poveri, allora sì, io mi considero un incendiario".








